Scuola di Atletica di Caracalla – Podistica Solidarietà - Testa, cuore e gambe di Elena Morozova, 08/02/2026
Racconta Elena
Lo stadio - la mia Caracalla. L'atletica sotto il cielo di Roma
Quando mi sono trasferita a Roma undici anni fa, percorrevo Viale delle Terme di Caracalla in bicicletta per andare a Roma Tre. Passavo quindi quasi ogni giorno vicino allo Stadio Nando Martellini – Caracalla.
Innanzitutto, il posto lì intorno è meraviglioso: dico sempre che è uno dei luoghi più belli del mondo, con il Circo Massimo, il Palatino, l’Aventino lì vicino e, naturalmente, il Colosseo.
Ogni volta che guardavo lo stadio, così verde e bello, con quella pista rossa piena di gente che si allenava, provavo sempre la sensazione che anch’io dovessi essere lì, che appartenessi a quel mondo atletico. Allo stesso tempo, però, mi sembrava qualcosa di irraggiungibile: non sapevo come funzionasse, chi si allenasse lì, e soprattutto non avevo mai corso su una pista.
Questo pensiero mi accompagnava, in un modo o nell’altro, da anni. In realtà ho sempre corso, facevo delle corse molto lente anche se all’epoca non mi sembravano tanto lente, ora la chiamiamo jogging non corsa, ma non sapevo dell’esistenza delle tabelle, delle ripetute, del Garmin, del passo medio, del passo gara e di altre centomila cose.
Caritas. Il mio incontro con la Podistica Solidarietà
Facevo servizio alla mensa della Caritas a Colle Oppio. Mi ricordo molto bene quel giorno: era aprile 2021, ancora in pieno periodo Covid, un lunedì.
Era una giornata di aprile un po’ fredda e, come spesso capita all’inizio della primavera, con un tempo un po’ pazzerello – sole, pioggia, grandine all’improvviso.
A fine servizio stavamo già sistemando tavoli e sedie, quando ha cominciato a piovere tantissimo. Con alcuni volontari siamo rimasti bloccati nello spazio all’aperto coperto dal tendone: durante il Covid usavano quello spazio come una sala mensa aggiuntiva.
Mi si avvicina un ragazzo, sempre con la mascherina, con una maglietta arancione, e cominciamo a chiacchierare. Mi fa vedere che indossa la maglietta della Podistica Solidarietà, volontari della mensa e si chiacchiera del più e del meno: “Cosa fai?”, “Cosa non fai?”, “Io corro.” – “Ah sì? Anche a me piace!”
“Davvero? Io faccio parte della società Podistica Solidarietà: organizziamo gare, iniziative solidali e abbiamo anche una scuola di atletica allo Stadio delle Terme di Caracalla.” Quel ragazzo si chiama Paolo Spatola. Così Paolo mi ha fatto entrare nel mondo della Podistica Solidarietà, e lo ringrazierò sempre per questo.
Devo dire che alla Caritas ho conosciuto anche Jean Pierre Plebani, Gianni Paone, Raffaele Buonfiglio e molti altri: tutte persone eccezionali.
C'è solo un Presidente
Siamo andati con Paolo alla sede di San Lorenzo — non ricordo esattamente per quale motivo — e lì, probabilmente in occasione della consegna dei pacchi alle famiglie bisognose, ho incontrato e conosciuto per la prima volta il nostro grande presidente, Pino Coccia.
Mi sono sempre chiesta quanta energia e quanta passione per quello che fa debba avere questa persona, per riuscire a gestire tutto e tutti: tenere sotto controllo le spese, organizzare le gare e, naturalmente, portare avanti la solidarietà.
Il presidente ha un cuore enorme, e la sua frase “Testa, cuore, gambe” è diventata il mio mantra dopo ogni allenamento: ringraziare sempre la testa, il cuore e le gambe — e anche le anche, le ginocchia, i piedi e la terra! A volte non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a poter praticare questo sport.
La squadra
La cosa più bella della Podistica è la nostra squadra! I nostri allenamenti alla Scuola di Caracalla sono davvero un punto di forza: lì ci alleniamo, sentiamo sempre il supporto degli allenatori, riceviamo continuamente incoraggiamenti e consigli, esoprattutto ci divertiamo tantissimo.
Mi ricordo quando Nicola L. era infortunato: per un po’ di tempo non correva, però ogni martedì e giovedì sera, dopo il lavoro, arrivava con quella borsa enorme e il tappetino allo stadio, si metteva a fare esercizi per gli addominali, le braccia e altro e poi andava via.
È stato un grande esempio per me, soprattutto quando mi sono infortunata io. Certo, gli esercizi si possono fare anche a casa, ma quando sei insieme ai compagni tutto diventa più bello e più facile.
Potrei fare una lista infinita dei miei compagni, gli amici orange che ho conosciuto da quando mi sono unita alla Podistica. Qui le parole che lo sport insegna – rispetto, gentilezza, disciplina, amicizia e sostegno – diventano realtà.
Condividiamo i momenti belli e quelli meno belli, festeggiamo i compleanni e naturalmente i risultati sportivi.
Ricordo benissimo quando, in una delle mie primissime gare, la WeRun Rome, Bruno C. mi ha aiutata a portarla a termine: ha visto che nell’ultimo chilometro stavo per crollare e mi ha detto: “Dai, tranquilla, andiamo insieme, vedrai che ce la puoi fare.” E così è stato: abbiamo concluso la gara insieme, correndo fianco a fianco.
Quando mi sono infortunata per la prima volta l’anno scorso, Massimiliano S. ha fatto di tutto per tirarmi su. Sono momenti di sostegno indimenticabili.
E poi c’è Fabio R., con cui mi alleno da tanto tempo, abbiamo corso tantissime gare insieme e condividiamo anche alcuni progetti, non solo legati alla Podistica.
Vorrei però sottolineare che lo spirito sportivo e il sostegno arrivano anche dalle altre squadre, come CAT (adoro il gruppo di Carlo, Claudia ed Eleonora che si allenano allo stadio di Caracalla), Piano Ma Arriviamo (parlo di Luca e Giuseppe M.) o LBM (l’anno scorso, a Corri per la Befana, Eleonora DGB. mi ha aiutata a finire bene la gara e siamo arrivate mano nella mano, pur non conoscendoci prima.
Alla fine, tutti i runner in fondo si somigliano: ci ispiriamo a vicenda e siamo tutti un po’ fuori di testa.
Ed è sempre emozionante arrivare a una gara e vedere da lontano il gazebo arancione con un gruppo di orange intorno: ti senti subito accolto, protetto e “a casa”.
Stefano
Il nostro Stefano, allenatore FIDAL, è prima di tutto un corridore fortissimo. È sempre presente per noi: ci guida, ci ascolta, ci supporta e riesce sempre a farci divertire. Ha una forza mentale incredibile, quella che trasmette senza neanche bisogno di parlare.
È una persona che ama davvero ciò che fa, e si vede in ogni allenamento, in ogni consiglio, in ogni sorriso. Con lui non impariamo soltanto a correre meglio, ma anche a credere un po’ di più in noi stessi. Stefano è uno di quelli che ti ricorda perché ami questo sport. E noi siamo fortunati ad averlo nella nostra squadra.
Solidarietà
La società in cui viviamo oggi può essere definita una società del neo-individualismo, dove spesso ci si dimentica che siamo tutti collegati, parte dello stesso mondo. Dovremmo imparare più spesso a rivolgere lo sguardo verso gli altri, ad essere sensibili alle difficoltà che le persone, vicine o lontane, possono attraversare.
Per questo trovo davvero straordinario ciò che la mia squadra riesce a fare, grazie al grande impegno del nostro Presidente.
Collaboriamo con la Caritas, partecipiamo alle raccolte solidali nei supermercati per le famiglie in difficoltà, promuoviamo la donazione del sangue e molto altro ancora.
E poi c’è il progetto SOD: grazie all’instancabile lavoro di Lelio e Simone, le iniziative con la joelette continuano a crescere.
Io sono stata fortunata a scoprire questo mondo alla Corsa di Miguel, nel gennaio 2024, e soprattutto ad avere come capitano la mitica Marta, che partecipa a tutte le gare con la joelette.
L’inclusione è davvero la parola chiave. Ci sono cose così belle e così importanti che un runner dovrebbe farle non solo per sé stesso, ma anche per qualcun altro.
Per me, la Corsa di Miguel rappresenta proprio questo: correre per dare a un’altra persona la possibilità di esserci, di vivere l’emozione della gara, di sentirsi parte della festa.
È un’esperienza che consiglio a tutti di provare.
Ricordo la frase che ho sentito alla mia prima Corsa di Miguel: “La corsa è per TUTTI: da chi corre sotto i 3 a chi corre a 7, 8 e anche più minuti al chilometro.”
Questa frase mi è rimasta impressa. È così semplice, e allo stesso tempo così vera.
Racconta Fabio
Il mio incontro con la podistica
Io prima di conoscere la podistica e il mondo delle gare ho sempre corso per hobby, ma se ripenso a come correvo e soprattutto a come poco curavo la preparazione fisica finalizzata alla corsa, mi viene da sorridere.
Nel 2020 ho cominciato ad avere un problema al ginocchio destro, e mi sono fermato per parecchi mesi. Successivamente ho conosciuto la podistica, accompagnavo mia figlia Emma allo stadio, ma io non potevo entrare perché non avevo il certificato.
Il nostro presidente allenava al biscotto, di fronte allo stadio, dalle 17 alle 18, e mi allenavo coi nostri compagni Massimo, Roberto e Annalisa, e altri cari amici.
Quando andavo poi a prendere Emma allo stadio guardavo da dietro il cancello, con un po’ di invidia, gli atleti con la maglietta arancione che si allenavano: per me erano ``quelli col certificato!”
Poi ho deciso di fare il grande salto, ho ottenuto il certificato anche io e finalmente a maggio 2022 ho cominciato ad allenarmi con la squadra di atletica della podistica solidarietà! E così sono entrato in questo bellissimo mondo dei runner.
La mia prima gara. La Corsa dei Santi 2022
La mia prima gara è stata la corsa dei Santi 2022, ho finito in meno di un’ora, una grande soddisfazione! Ricordo che all’arrivo ho chiacchierato un po’ con Antonio Z., mi ha raccontato della sua gara e io ho pensato che non avrei mai corso così, mai avrei pensato che dopo un anno avrei corso anch’io su quei tempi!!
Infatti nel corso della stagione continuavo a migliorare, seguendo sempre la scuola e le tabelle. Ero tanto orgoglioso.
La stagione successiva, 2023-24, è stata ancora più bella. Ho cominciato ad allenarmi con Elena e entrambi miglioravamo costantemente. Una stagione fantastica e piena di soddisfazioni.
La scuola
Ricordo bene quando ho cominciato ad allenarmi alla Scuola di Atletica Caracalla della Podistica Solidarietà`. Io avevo sempre corso da solo, e frequentare lo stadio e la scuola mi ha aperto un mondo! Ho capito l’importanza della preparazione fisica, degli allenamenti specifici, le salite, le ripetute… E poi l’atmosfera allo stadio è fantastica, siamo tutti amici, anche le attività più faticose diventano piacevoli in un ambiente così bello.
Essere seguito da un allenatore poi rende tutto più facile, devi solo fare quello che lui ti dice e sai benissimo che i risultati arriveranno. Devo tanto ai miei allenatori, il nostro Presidente e Stefano, non avrei fatto così tanta strada correndo senza di loro.
C’è solo una gara! MDR2025
A settembre 2024 ho deciso di fare il grande salto: mi sono iscritto alla Maratona di Roma 2025! La stagione era cominciata bene, con tantissimi progressi. La preparazione e’ stata lunga e faticosa: preparare la maratona richiede, oltre agli allenamenti settimanali, corse sopra i 25 km ogni settimana!
Durante la Roma-Ostia ho avuto un leggero stiramento alla coscia sinistra. Sono riuscito a finire la gara, ma il dolore rimaneva e avevo tanta paura che non avrei potuto correre la Maratona.
Dopo tanta fatica, mi è crollato il mondo addosso. Mi sono riposato una settimana, le cose sembravano migliorare. L’ultima settimana ho corso ricominciando piano piano a riprendere ritmo, e il 16 Marzo è arrivato. E miracolosamente ho finito la mia prima Maratona, col tempo che mi ero prefisso, e ricorderò per sempre le emozioni che ho provato.
S di podistica solidarietà
Grazie ad Elena ho conosciuto anche l’aspetto più solidale della podistica solidarietà, ho cominciato a prestare servizio alla mensa della Caritas ogni tanto il sabato, e quando c’era bisogno partecipavo alla raccolta di beni di prima necessità per famiglie bisognose alla PAM.
Sono cose che faccio ancora adesso e che mi danno tanto in cambio. A gennaio 2024 ho corso la mia prima gara con la joelette, la Corsa di Miguel. Questo mi ha permesso di entrare a far parte del mondo di SOD, e da allora ogni tanto partecipo alle gare come alfiere e a volte sono andato ad allenarmi con loro a Tor di Quinto. È una cosa che mi piace molto fare, le persone della SOD poi sono fantastiche, è un bellissimo ambiente.
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Lo Stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla non è solo una pista: è un luogo dove si cresce, si impara e si diventa squadra.
Raccontiamo il nostro ingresso nella Scuola di Atletica Leggera a Caracalla della Podistica Solidarietà: dalla corsa fatta “da soli” alla scoperta di allenamenti strutturati, tabelle, ripetute, tecnica e preparazione fisica, seguiti da allenatori esperti e sempre presenti.
La scuola è il cuore della Podistica: un ambiente inclusivo, accogliente e motivante, dove atleti di ogni livello si allenano insieme, si sostengono e migliorano, dentro e fuori dalla pista.
Tra allenamenti sotto il cielo di Roma, prime gare, infortuni superati e grandi obiettivi raggiunti, la Scuola di Caracalla diventa il punto di partenza di un percorso sportivo e umano che unisce competizione, amicizia e solidarietà.
Un grazie speciale al nostro Presidente Pino Coccia, anima instancabile della Podistica Solidarietà, e al nostro allenatore Stefano Menichelli, guida preziosa dentro e fuori dalla pista.
Testa, cuore e gambe. Sempre.
Potete guardare il nostro video e ascoltare ciò che dicono il nostro grande Presidente Pino Coccia e Stefano Menichelli della Scuola di Atletica di Caracalla al seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=0gpSG46BY7Q&t
Elena Morozova
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