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Los otros grandes heroes del marathon
di Daniela Paciotti, 04/01/2014

Los otros grandes heroes del marathon (foto di Daniela Paciotti)

Los otros grandes heroes del marathon (foto di Daniela Paciotti)

Cari amici podisti,

vorrei condividere con voi un pezzo grande e importante delle mie considerazioni sul 2013. Alla fine del 2013 ho disputato 52 gare per un totale di oltre 670 km effettivi, spesso penultima, spessissimo ultima ad arrivare, non ho mai perso il mio sorriso e la mia grinta, salvo nella 30 del mare, una gara per molti aspetti invitante come preparazione alle tante maratone di autunno, ma sicuramente una delle peggio gestite, come molte gare di Ostia e Fiumicino, in cui la sicurezza e la pazienza dei runners è messa a dura prova non soltanto dall’inciviltà degli automobilisti, ma anche da una brutta gestione (lasciatemelo dire) dei soldi delle iscrizioni.

La mia sofferenza (mentale più che fisica ) in quell’occasione la condivisi con Annalisa Monfreda, direttrice attenta e gentile di Donna Moderna e lei la fece sua con un articolo che vi riporto interamente:


“Forse non molti lo sanno, ma ci vuole un grande allenamento per arrivare ultimi. Daniela corre tutti i giorni. Inzuppata dalla pioggia, sbiadita dalla nebbia, arsa dal sole. Poi arriva la domenica e Daniela, che non dice da quanto ha superato i 60 anni, scende in pista, vincendo la sua personale battaglia contro i battiti cardiaci, i dolori, la depressione, procede lentamente, arriva sempre. Lo ha fatto alla maratona di Amsterdam, Olanda. E lo stava facendo domenica scorsa in provincia di Roma, Italia.

Trenta chilometri di sudore e sorrisi, affrontati col metodo Galloway, un po’ corsa, un po’ camminata. Ma il destino ha voluto che la determinazione di Daniela incrociasse il tragitto di un membro dello staff in bicicletta. Che dopo averle tagliato la strada, le ha urlato di ritirarsi. E’ stata la prima gara in cui Daniela si è ritirata davvero. Gli occhi gonfi di lacrime e il senso dell’orientamento in corto circuito. Tornata a casa, si è seduta al computer e mi ha scritto.”



Perché in Italia questa totale mancanza di considerazione per gli ultimi? Gli ultimi di una corsa sono come gli ultimi della vita, i disadattati, i malati, i portatori di handicap, i diversi, le donne, gli anziani,tutti coloro che per qualche motivo hanno dovuto rallentare. A loro si chiude la strada e la possibilità di riprendersi. La corsa è una metafora della vita. Tutti meritano rispetto. Soprattutto coloro che hanno avuto “il coraggio di partire” Non crede che si dovrebbe fare qualcosa?


Certo Daniela lo credo, iniziamo da qui. (Donna Moderna 30 ottobre 2013)
Infatti, non è finita lì. Mi hanno scritto tante persone da tutta Italia, persone che si sono ritirate e persone che hanno continuato a correre. Annalisa Monfreda nel numero del 1 gennaio 2014 ha inserito queste considerazioni tra quelle che più l’hanno colpita dell’anno passato:

“…poi è toccato a Daniela, che correva piano e arrivava sempre, fino al giorno in cui l’organizzatore di una gara le aveva urlato di ritirarsi, aggiungendo lacrime a sudore. E lì voi lettori avete intonato un tifo che risuonerà nelle sue orecchie per sempre, definendo eroina chi si era solo ritenuta ultima…”


Vorrei ricordare anche il giornale sportivo di Valencia che il giorno dopo la Maratona ha pubblicato un Articolo con nostre foto (Giuseppina Adelaide e mia) tra “ Gli altri eroi della Maratona” a considerazione e rispetto di tutti coloro che lottano per raggiungere un obbiettivo così importante come il traguardo di una maratona.



Così oggi, ripenso al mio 2014, agli anni che passano e, anno dopo anno, aggiungono almeno un minuto al tempo di percorrenza mia, ma anche di chi soffre e vuole ricominciare, di chi, grande runner non accetta di diventare “solo” un pochino più piccolo, di chi si ammala e avrebbe bisogno di stimoli per riprendere in mano le scarpette e la propria vita, di chi ha paura di essere deriso, di essere lasciato solo, di chi non ce la fa proprio ad andare più veloce, ma non vuole rinunciare al piacere di esserci…

Ecco penso a tutte le persone che non partono perché hanno paura di non farcela, a loro ricordo il nostro grande Roi, Romano, i fitwalkers più lenti, Adelaide e Giuseppina che con me hanno condiviso la fatica il sudore e le lacrime di gioia della maratona di Valencia, ma anche i Runners che in qualche modo proprio la presenza di noi ultimi, ha permesso di crescere , magari arrivando penultimi.


In tutto questo però chiedo a tutti una grande solidarietà, quella che è propria della nostra Società, proprio perché molto spesso, gli ultimi, i dimenticati anche dai fotografi, sono quelli che permettono di vincere premi importanti con il loro contributo di presenza e vale la pena aspettarli e festeggiarli come i primi, quelli che, permettetemelo, hanno faticato proprio meno rispetto a loro!!!


Buon 2014! Che sia un anno di solidarietà sulla strada sulla pista e nel cuore!!!


Arrivo Valencia

Arrivo Valencia

Gara: Maratona di Valencia (17/11/2013)

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