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Rompere l’incantesimo
di Patrizia De Castro, 21/06/2010

Franco, Pat e Rinaldo

Franco, Pat e Rinaldo

La mia gara ha inizio il mercoledì precedente, quando decido di provare a Villa Ada “l’andatura” a cui riesco a concludere i 10.000 senza farmi troppo male.
Il problema per me, nel preparare la prima 10.000 del mio “rientro” alle gare, era trovare il giusto equilibrio tra … allenarmi abbastanza per farmi il fiato … ma non troppo per non infiammare il mio piede… e non era facile!
Che dovevo “convivere” con la mia spina calcaneare e conseguente fascite plantare l’ho capito da tempo … quando venti Tecar e otto Onde d’Urto le hanno fatto il solletico…
Nella testa ho la promessa fatta al mio amico fisioterapista Valerio Trombetta di “pensare” a questa gara come l’occasione per un buon allenamento in progressione… «l’importante sarà – mi aveva detto - “imparare qualcosa” da questa gara»… piuttosto che portare a casa un tempo inferiore a quello di due anni fa… quando ha avuto inizio questo “incantesimo malevolo” … e sono scesa da questa giostra meravigliosa che è la corsa.

La mia gara – dicevo – è iniziata il mercoledì precedente, perché mentre ero li che “decidevo” che 6:30 era l’andatura giusta per “portarla a casa”… vedo davanti a me una ragazza che ha una maglietta con scritto sulle spalle “Salento”…
“L’Orgoglio Salentino” è qualcosa che si ha dentro … anche se ormai la mia vita è a Roma … e medito, superandola, di gridarle “Forza Salento!” … ma ecco che all’improvviso un ragazzo … mi supera in velocità e lo fa lui… le dice «Forza Salento!» … io lo guardo e urlo «Giorgiooo!!!» … si gira, mi guarda e urla «Pat! Che cosa meravigliosa vederti correre!!!»

“Pat! Che cosa meravigliosa vederti correre!!!”… ce l’ho scolpita qui nella mia testa questa frase… una frase più bella non esiste… davvero come dice Trilussa “… la felicità è una piccola cosa”!

Il volto solare, sorridente e sempre positivo è quello del mio conterraneo Giorgio Pedone… fa una giravolta e mi affianca mentre io gli dico «No! Giorgio vai! Non fermarti… Tu sei un top runner!» e lui “trotterellandomi” accanto mi dice… «come faccio a non fermarmi… è troppo bello vederti correre, sono troppo contento!». Riusciamo a salutarci con baci e abbracci senza smettere di “trotterellare” lui, “correre” io… poi mi dice che gli mancano dieci minuti a finire il suo programma di allenamento e… vola via…
…e dopo dieci minuti me lo ritrovo accanto, si fa un chilometro con me e dandomi il cinque mi promette che sabato sera mi penserà intensamente e andrà tutto bene perché lui sarà con me a tagliare il traguardo… che cosa meravigliosa “l’amicizia istintiva” che unisce la gente anche senza conoscersi bene…

Un’altra “carica di positività” me la danno due giorni dopo i ragazzi del “l’Alleluja band”… ho rinunciato a partire con la “bionda del mio cuor” Loretta Demofonti e consorte Rinaldo Ceccotti e a ben tre mangiate toscane per essere li ad immortalarli… inizialmente per il mio ruolo responsabile di fotografa ufficiale, cosciente dell’importanza dell’evento… poi … il “mal d’Africa” di cui mi sono ammalata anni fa a Durban, si è risvegliato in me… ed è stato tutto un viaggio emotivo tra i colori di un continente che viene da dentro… madre terra, vento caldo, cuore pulsante, cielo, mare, terra, deserto… odori, colori, suoni… sono “partita” con il mio “scatto facile” nella disperata ricerca dell’attimo fuggente… del colore dei suoni… del sospiro dell’anima… mi sono fermata due ore dopo … ed era come se uscissi da un allenamento intenso… maglia fradicia… fiato corto… Che emozione!

Mi ritrovo sul Freccia Rossa in maglietta e pantaloncini a osservare sconsolata il diluvio universale al di là dei finestrini appena passato l’Appennino… ho tremiladuecento domande da fare a Rinaldo… “che dici antivento o non antivento? cappellino o non cappellino?” … sarò un “incubo” per i miei compagni Orange lo so!… già cresce l’ansia… chiudo gli occhi e mi sparo nelle orecchie il mio iPod alla ricerca del “rilassamento” giusto…

«Siamo in arrivo alla stazione di Firenze Santa Maria Novella», voce metallica che esce dall’altoparlante … apro gli occhi e “cacchio c’è il sole!”
Franco Valerio arriva in albergo quasi nel mio stesso momento… e con la “delicatezza” che mi denota avviso Loretta che siamo arrivati entrambi svegliando Rinaldo dal suo sonnellino pomeridiano dopo tutta l’acqua che hanno preso in mattinata a Firenze!
Cambio maglia con quella Orange di squadra e siamo a Piazza Duomo… immersi nell’atmosfera pre-gara a salutare i nostri compagni del gruppo di Massimiliano Monaco provenienti da Milano e Sergio Paris, Patrizia Melchior, Sergio Petrucci … ed arriva l’ora di cambiarsi …

“Cacchio non riesco a rilassarmi!”… le gambe mi tremano… riscaldamento con Franco e poi in fila… lascio andare tutti avanti e cerco il mio posto nelle retrovie. Non devo sbagliare la partenza facendomi prendere dalla massa… ricordo bene Valerio “devi andare in progressione”…

…Sono lì!… È PROPRIO VERO!… sono alla “Notturna di San Giovanni” … due anni dopo… quanto possono essere lunghi dieci minuti dopo due anni…
Sono qui e lo devo al Prof. Corrado Bordieri, una persona fantastica che mi ha fatto conoscere Mario Di Pilla… Corrado è un tecnico ortopedico molto “speciale”… dire che è bravo è poco… ha un “cuore Orange” … solo che lui non lo sa!
Ricordo ancora quando, due mesi fa gli ho sottoposto il mio “caso” e lui mi ha detto: «di spina calcaneare si può non guarire… ma si corre uguale … ti faccio un plantare con lo scarico e vedrai che in poco tempo riprendi a correre e la farai la tua 10.000!» … ci credeva solo lui!
Grazie Corrado! Ti meriti tutta la pubblicità che ti è dovuta: www.por.it

Start! Parte il mio “viaggio” dalle retrovie… con me virtualmente anche un amico infortunato… Angelo Borraccino, prossimamente Orange… ce la faremo Angelo vedrai… la correremo insieme una gara… lo faremo e sarà bellissimo!

Come due anni possono annullarsi nel suono di uno sparo… percorso cambiato… forse meno bello… ma è sempre Firenze… che dire? … La meraviglia di vedere quest’onda colorata di persone con lo sfondo del Duomo prima, poi Piazza della Signoria, poi il Lungarno… Che Meraviglia!

Sta iniziando a piovere … ma quanto la pioggia può non bagnare… anche se non vedo più nulla con gli occhiali… (ma quando li inventano i tergicristalli podistici?) passa il primo chilometro… “vedi Valerio sono stata brava l’ho fatto a 6:30 sono stata ai patti!” … ora pian piano prendo qualche metro…

…volano i pensieri… in questa sua terra madre penso a una amica che due anni fa mi sostenne via sms non potendoci essere… penso a tutte le volte che tagliando il traguardo sul podio mi veniva a prendere facendomi sentire importante… ci sono delle amicizie che sono irripetibili e ti rimangono dentro per sempre…

…secondo chilometro 6:19… terzo 6:16… quarto 6:11… “vedi Valerio? Non hai motivo di ‘cazziarmi’ martedì… sto facendo la brava, non mi faccio ‘influenzare’ dalla gente intorno che corre e mi supera”…

«Forza Patrizia!»… e da quando Loretta mi chiama “Patrizia”?
Non la vedo ma sento la sua voce che mi incita poco prima del ristoro… per fortuna ha smesso di piovere, prendo al volo un bicchiere e cerco di tenere il ritmo…
…manca qualcosa in questo ristoro… mancano Romina Cori ed Alessandra Poggiali con le loro reflex … mi è mancato non trovare i vostri volti familiari in mezzo al pubblico come due anni fa…
Vado! … quinto… sesto… manca il fiato, ma “metto nel mirino” due ragazze che vanno leggermente più veloce di me e tengo duro… la gente intorno mi incita… alzo il pollice per ringraziarla e come se avessi “acceso” un interruttore le loro voci aumentano e mi incitano ancora di più … festose al mio passaggio… settimo… ottavo… sono solo due giri del biscotto di Caracalla … ce la posso fare… ma deve essere cambiato qualcosa nella lunghezza dei chilometri in questi ultimi due anni… non sono più fatti di 1000 metri?

Penso all’ultimo chilometro di due anni fa… quando si faceva il giro intorno al Duomo prima di tagliare il traguardo… ricordo l’imbarazzo che provai quando i podisti intorno a me si voltarono a guardarmi … quando la voce di Niko Calello “lacerò” il suono dei nostri passi con il suo urlo da stadio nella mia direzione «Forza Pat! Dai, sei arrivata! Accellera!» … quanto mi fece correre quell’urlo! Quanto mi è mancato quell’urlo!

Poi … ecco… sono già oltre il nono… lo staff della corsa mi fa segno che si gira e… all’improvviso … lo vedo … l’arco… sento la voce di Loretta che mi dice «Dai Pat!»… bene! ora mi torna! … mi chiama “Pat”!… la saluto e vedo la sua flashata… mentre all’improvviso negli ultimi centro metri la “falcata” si allunga e mi sento quasi una “podista vera”… accellero…

… poi … non so com’è… non ci avevo pensato prima… ma una mano mi va a pugno sul cuore … e poi sotto l’arco la vedo alzarsi verso il cielo con l’indice ben teso e abbasso la testa mentre taglio il traguardo e mi sento dire: «scusa il ritardo, Papà!»


Gara: Notturna di San Giovanni (19/06/2010)

SCHEDA GARA



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