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L'allegra brigata del Trail torna al mare...
di Ettore Golvelli, 13/03/2014

Il circolo solidale dei soliti, pochi ed inossidabili atleti della Podistica arancione oggi sono ritornati al mare (dopo Sperlonga ci hanno preso gusto), in un posto altrettanto bellissimo dove lo splendore del Tirreno si fonde in modo perfetto con la verdeggiante natura della costa, ricca delle migliori piante della macchia mediterranea.

Ci troviamo a Scauri per la terza edizione del "GIANO TRAIL" e precisamente all'interno dell'area protetta del Parco Suburbano di Gianola e Monte di Scauri.

Con mio fratello Giovanni arriviamo come al solito di buon ora ed essendo i primi della pattuglia Orange ci preoccupiamo di prendere i pettorali. Mentre lui in coda si gode l'attesa io come al solito mi guardo intorno e mi godo un po' il panorama ed un po' il paesello. Scauri non è un gran che dal punto di vista culturale. Caratterizzato da una serie di vicoli che si intersecano tra di loro, dalla piazza con il castello baronale e le chiese, il centro storico forse è l'unica cosa da visitare. Se ben ricordo qui nel centro storico furono girate molte scene del film di Totò "Totò terzo uomo". Fiore all'occhiello di Scauri invece è la spiaggia, lunga circa 4 chilometri, e il suo lungomare.

Ma veniamo alla corsa.

Alla partenza siamo circa quattrocento e per essere un "giovane" Trail è già un buon successo. Si parte e, sorpresa delle sorprese, invece di scalare subito la collina ci buttano sulla spiaggia di Scauri per un bel tratto di sabbia. L'effetto della battigia ci fa sentire tutti un po' come gli atleti inglesi del film "Momenti di gloria" e tutti accelerano nella parte finale del bagnasciuga come invasi da un furore eroico interno che si spegne subito sulla prima durissima salita della Gianola. Qui dopo un piacevole "imbuto" che ci ha permesso di respirare un attimo ci ritroviamo nel pieno del bosco. La vegetazione  e' quella tipica  della macchia mediterranea con abbondanza di filiera, cisto marittimo, mirto, faggi, sugheri e lentisco.

Si continua per il sentiero "Malopasso" che, colpa delle pioggia recenti, sembra un percorso di guerra ricco di scivolosissimo fango, sassi infidi, radici affioranti che ti fanno inciampare appena ti distrai. Insomma un sentiero con un nome veramente appropriato.

Qui in cima al promontorio della Gianola si intravedono i resti di una villa romana di proprietà di un ricco cavaliere arricchitosi nelle campagne militari in Spagna ed in Gallia con Giulio Cesare (Mamurra). Più avanti troviamo il "Tempio di Giano", disposto in due bracci orientati specularmente con al culmine un ninfeo a pianta ottagonale. Un tempo questo sito conteneva una fonte che alimentava nella villa di Mamurra i bacini, le fontane, le terme. L'acqua poi veniva accumulata in grosse cisterne. La sua terrazza digradava verso il mare, con lunghi portici, ed era collegata da scale di cui una coperta che portava direttamente alla grotta delle streghe.

Si scende finalmente e il sentiero perde la sua scivolosità ma diventa estremamente pericoloso per le taglienti rocce che lo contraddistinguono. Si arriva sul mare, all'Oasi Blu, e qui il panorama diventa subito stupendo. In lontananza verso Nord si intravede il promontorio di Gaeta in tutto il suo splendore mentre sotto la costa è a scogliera con una piccola spiaggia a ciottoli e con fondali anche sabbiosi. L'Oasi comprende anche una piccola insenatura dove anche l'ambiente marino è protetto grazie ad una concessione demaniale del WWF. Numerosi sono gli uccelli che si possono avvistare: gabbiani, beccacce di mare, cormorani ed il piccolo piro piro. Le acque raggiungono sei metri di profondità e ci nuotano triglie, cerchie, salpe, scorfani, occhiate oltre al mitico cavalluccio marino che è il simbolo dell'Oasi.

Adesso si incontrano una serie di infrastrutture antiche e la prima è la Cisterna Maggiore per l'accumulo delle acque. Le sue mura sono del tipo opus retilatum e opus incertum.

Poi un acquedotto (Catellum Aquarium) e la Grotta della Janara. Alla grotta si accedeva da una scala coperta che collegava i portici del Tempio di Giano e le vasche termali allora esistenti. La grotta si chiama così per una leggenda locale dove si pensava che fosse abitata da una strega.

Subito dopo si arriva alla Cisterna delle 36 colonne, una cisterna incassata a monte della roccia, di modesta altezza ma con 36 pilastri quadrati a sostegno (una volta!) di embrionali crociere. Tutta la cisterna è rivestita di cocciopesto per rendere impermeabile le pareti. Infine si arriva anche ai ruderi delle terme (Calidarium e Frigidarium) con fontane a nicchia.

Si continua a correre e si arriva presso la "peschiera della villa" ma in effetti era una volta il punto d'attracco delle piccole navi romane e nel contempo era anche  la peschiera per gli allevamenti ittici della villa di Mamurra e della sua personalissima barca. Un posto molto bello.

Si continua ma io mi guardo anche il paesaggio che è molto interessante. Esso è un mosaico  assai variegato di terre emerse e ambienti marini  e la natura calcarea del territorio è evidenziata in alcuni punti  da formazioni  caratteristiche  e suggestive come faglie, imponenti falesie e grotte marine. Qui gli ambienti geologici  sono estremamente vari  ed interessanti. I suoi sentieri  offrono l'opportunità  di osservare falesie, baie, spiagge, fossili, strutture tettoniche, antiche linee di rive, suoli e dorme erosive.

Dopo un po' si arriva alla grotta delle Sette Cannelle, una grotta di origine carsica come dimostrano le stalattiti con all'interno una piccola pozza d'acqua. La sua caratteristica  e' il suono delle onde del mare che si infrangono  all'interno della grotta e che risuonano  producendo particolari vibrazioni.

Dopo una strettissima salita si ridiscende verso una spiaggia detta" la spiaggia dei
sassolini" che è l'ultima spiaggia del Litorale di Scauri, riparata tra Monte d'Oro e Monte di Scauri. È molto bella ed è formata da sabbia ocre  di grossa grammatura, ciottoli e scogli, e l'acqua  assume colori nella variazione verde. Anche questa spiaggia è stata oggetto di riprese di film di un certo spessore (con Nino Manfredi).
Si continua e seguendo il sentiero che da Monte d'Oro  va verso la Torre di Scauri si arriva alla Grotta Azzurra, chiamata così perché i colori dell'acqua marina si riflettono sulle pareti. Non esiste passaggio via terra ma solo via mare.

Dopo un ultima salita si arriva all'ultima bellezza di questo fantastico percorso di guerra: la Torre di Scauri o Torre dei Cavallari. Essa sorge su di un picco a strapiombo sul mare, di fronte all'abitato di Scauri. Fu eretta per potenziare le difese costiere assieme alla Torre del Fico, della Gianola (oggi distrutta) e Torre Foce. Finalmente si scende a scapicollo fino a Scauri e finalmente  si passa sotto il pallone del traguardo che chiude una corsa realizzata attraverso un percorso impervio, pericoloso ma bellissimo dal punto di vista culturale e paesaggistico.

Buoni chilometri a tutti.


Gara: Giano Trail (09/03/2014)

SCHEDA GARA



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