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Tanta voglia di tornare a correre ...
di Alfredo Donatucci, 30/03/2014

'tanta voglia di tornare a correre sui sampietrini della Città Eterna'

'tanta voglia di tornare a correre sui sampietrini della Città Eterna'

Quando il 18 marzo 2012 - per la prima volta presente sulle strade della Maratona di Roma da spettatore (infortunato) - ringraziavo alcuni amici "per questo bellissimo momento, per i sinceri abbracci e per le emozioni che non credevo di riuscire a vivere così intensamente trovandomi dall'altra parte delle transenne", non credevo più possibile "scavalcare" quest’ultime per correre ancora quei fantastici 42.195 km, come avevo fatto, consecutivamente, nelle sette edizioni precedenti.

Sinceramente, non credevo più possibile neanche una partecipazione a gare di minore distanza; tuttavia con il passare del tempo, quel tempo che cura tutte le ferite, ho ripreso gradualmente "confidenza" con la corsa e con le gare, lasciando però appese al chiodo le "scarpe da maratona". Poi, nei giorni successivi alla RomaOstia del 2 marzo scorso, all'improvviso e senza preparazione specifica, quando mancavano circa quindici giorni all'evento, ho deciso di correre la maratona, con tanta voglia di tornare sui sampietrini della Città Eterna dopo due anni di assenza, consapevole di correre nelle piazze e vie famose ma anche di correre rischi perché la mente collegava la lunga distanza all'infortunio subito, di cui conoscevo bene la sofferenza.

Nonostante ciò e con condizioni meteo non troppo favorevoli, pensando alla fatica del portare a termine la maratona, ai ricordi che lascia dietro e alla traccia che lascia dentro, ho affrontato con spirito sereno quella lunga "sfida contro se stessi", dove, di solito verso la fine, giungi al confine dei tuoi limiti, quasi ai limiti del confine che separa un qualcosa di possibile dall’impossibile.

Certamente non potevo aspettarmi chissà quale prestazione ma il desiderio di esserci prevaleva su tutto, anche sulla possibilità di non arrivare mai all'ambito traguardo. Invece, con un pizzico di stupore, sono riuscito a vederlo dopo 3 ore e 8 minuti di corsa, sono riuscito a gioire per averlo oltrepassato ancora, per aver sentito sul collo il peso ed il fascino di quella sudatissima medaglia, per aver percepito uno strano calore nei tanti occhi sconosciuti che hanno incrociato i miei lungo le vie secondarie di Roma, che percorrevo per raggiungere la mia auto poco distante dal Colosseo.

A notte fonda, quando il sonno profondo sembra aver "rigenerato" corpo e mente, mentre ricordi o sogni i dettagli della maratona che hai concluso, stranamente continui a domandarti se sei felice perché corri o corri perché sei felice


Gara: Maratona di Roma (23/03/2014)

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