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Con il mio fratello preferito...
di Ettore Golvelli, 02/07/2013

Domenica 30 giugno forse ho partecipato ad una delle più dure Ecotrail ma anche ad una delle più belle e spettacolari che il circuito offre nel suo vasto programma.

Siamo sul Terminillo, sulla "montagna di Roma", dove la neve è a due passi dalla capitale. Il Terminillo è sicuramente la montagna più nota dell'Appennino ma, possiamo ancora chiamarlo montagna? Io nei miei 60 anni di vita ho imparato che la montagna è silenzio, ampi spazi, tranquillità, un tentativo meraviglioso della terra di sollevarsi per abbracciare il cielo senza il tentativo maldestro dell'uomo.

Il Terminillo oggi, per me che lo vedo per la prima volta, è solo un proliferare indiscriminato di condomini e casermoni di cemento, skylift, seggiovie, funivie che si inerpicano sulle vette più elevate del gruppo di montagne. Vi sono alberghi, pensioni, residence e ...ville private.

Ma per fortuna ci sono ancora tante altre cose, bellissime. I panorami delle vette più alte, aperti verso il mare (oggi non si vede), verso il Gran Sasso, verso l'Appennino, verso la campagna romana. Panorami bellissimi, estesi, originali. È poi anche la natura: anche a pochi passi dagli impianti di sci esistono ancora faggete fittissime, stupende. In una di queste, e ci siamo passati vicino, si cela un acero gigantesco davvero. È poi angoli e valloni ancora selvaggi dove l'uomo prova sempre ad urbanizzare, a sfasciare...

Siamo a Lisciano, frazione di Rieti, che ci ospita alla partenza in questa lunghissima attesa prima di affrontare una durissima ed affascinante Ecotrail.

Lisciano è suddivisa in due parti, la più antica (Lisciano Alta) eretta intorno alla chiesa medioevale e la più recente  situata a valle del vecchio paese, voluta da Mussolini come base logistica per le sue performance sciistiche sul Terminillo.

Noi podisti, haime', non siamo neanche nel paese ma ai margini di una strada e vessati anche da una organizzazione non sempre all'altezza di un Trail così bello e duro (il povero Dominici si è beccato un cazziatone solo perché aveva il pettorale sulla gamba).

Si sale da una strada secondaria per Cantalice e poi, su una lunga e comoda carrareccia, si va fino al vallone di Lisciano. Si sale, siamo ancora nella fascia pedemontana dominata, per fortuna, da una bellissima faggeta, unica nel suo genere.

Si arriva prima alle Pianelle e poi al grazioso rifugio La Fossa, che occupa una posizione bellissima ai piedi della magnifica Valle degli Angeli. Si continua a salire nel bosco e, all'improvviso, il bosco si apre  e si incominciano ad intravedere le prime svettanti creste delle cime più alte, offuscate da lievi nuvole passeggere.

Prati bellissimi ospitano gruppi di mucche e cavalli che brucano le basse e genuine erbe montane. Questo paesaggio visto dall'alto sembra una cartolina dai mille colori. Più in alto subito uno scenario severo, ruvido  ma sempre dominato da silenzio, candore, giochi di luce tra cielo e montagna.

Si raggiunge prima la sorgente dell'Acquasanta e poi, seguendo le curve sinuose del sentiero, si arriva alla Sella di Vall'Organo e poi alla cresta seguendo un pericolosissimo crinale che delimita la Valle dell'Organo con la Sella stessa. Dalla sella si prende a  destra l'ampio ed uniforme pendio che si risale con  numerosi zig-zag fino ad uscire sulla cresta dei Sassetelli ad una piccola sella (2090 metri).

Da qui, in direzione Nord Est, si percorre la facile e panoramica cresta fino alla vetta dei Sassetelli (2139 metri). Da qui, lungo il filo di un ennesima cresta si arriva facilmente in vetta (2216 metri).

Altra sorpresa: il percorso non ci porta fino alla cima ma si devia un 50 metri prima. Mi fermo; la tentazione è forte di arrivare in cima, dove svettano le due vette della discordia, affollatissime di escursionisti domenicali.

È qui e d'obbligo un chiarimento: nell'estate 2010, sulle cime gemelle del Terminillo è stata posta una targa del CAI di Leonessa che ricorda che la nuova altezza della montagna non è più 2216 (cima meridionale, dove c'è un grosso segnale trigonometrico) ma di 2217 (cima Nord). Le due cime, data la loro vicinanza e il pochissimo dislivello che li separa, sono adesso da considerare come una sola ed unica vetta.

Il fratello mi chiama (Giovanni) e mi ricorda che è tardi e possiamo perdere la navetta che ci porterà di nuovo a Lisciano.

Un ultima occhiata a questo affascinante gigante che troneggia su di un paesaggio stupendo e giù per la valle degli Angeli, su un crinale strettissimo dove, allargando le braccia e guardando verso il cielo, si ha la sensazione di volare tra bellissime montagna ed ampie vallate, sensazioni che solo gli eterei angeli e le bellissime aquile possono provare.

Dopo 10 secondi sono inciampato su di un durissimo sasso che mi ha ricordato due cose importanti: il primo è che un buon podista deve sempre guardare a terra quando corre in montagna; se vuole vedere il panorama si ferma.

La seconda è che l'uomo deve avere sempre i piedi a terra e può volare solo con la fantasia o con l'aereo. Si scende attraversando l'elegante rifugio Rinaldi (vescovo locale) e poi la stazione sciistica di Campoforogna attraverso gli impianti di risalita.

L'arrivo è situato all'impianto sportivo di Campo d'Altura dove insieme all'inseparabile fratellone dalla candida barba, ci siamo fatti il giro d'onore sulla pista d'atletica provando la bellissima soddisfazione di arrivare ultimi (o quasi).

Una bellissima giornata di sport, di avventura e, cosa piu importante, insieme al mio fratello preferito.

Buoni chilometri a tutti.


Gara: Terminillo Sky Race - TSR (30/06/2013)

SCHEDA GARA



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