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Una gita nell'antica Telesia
di Ettore Golvelli, 03/07/2012

La pattuglia sudista della Podistica Solidarietà fa tappa oggi sulle montagne del Sannio, antica e storica regione campana, in una delle più belle e suggestive cittadine del beneventano, Telese Terme.

E già il nome della corsa "Trofeo citta di Telesia" ci dà l'idea che che oltre alla manifestazione sportiva ci sarà anche un tuffo nella storia, nella cultura e soprattutto nelle radici di questa antichissima città conosciuta da tanti come una eccellente stazione termale.

È vero, La struttura oltre a possedere le canoniche piscine, anfiteatro ed essere immersa nel verde dell'oasi sannita, dispone di acque conosciute da tempo immemorabile che le fanno uniche nel suo genere. Sono ricchissime di sali minerali, di anidride carbonica e soprattutto di zolfo che è l'elemento fondamentale di queste acque.

Lo zolfo nell'acqua interagisce con quello presente nel nostro organismo e si rivela efficacissimo nella prevenzione di molte condizioni patologiche. Aiuta quindi a curare affezioni riguardanti l'apparato respiratorio, reumatismi, malattie vascolari, dermatologiche, degli apparati genitali femminili, postumi da infortuni dovuti a performance sportive: tutti fenomeni che portano ad affollare le Terme di Telese di belle donne un po' stagionate ed atleti presuntuosi che vengono qui a leccarsi le ferite.

È una giornata caldissima ed afosa. Ci sono 35° all'ombra ed io e mio fratello Giovanni, dopo aver visitato le Terme, ci godiamo il fresco di questa meravigliosa oasi sui bordi di una zampillante piscina. È uno spettacolo bellissimo: i turisti, mischiati con il popolo del podismo, creano una vivacità indescrivibile che fa un po' da contorno a questa manifestazione sportiva organizzata in modo impeccabile.

È una gara internazionale e quindi anche affollata dei soliti atleti africani, ma anche greci, polacchi, anglosassoni. Gli africani (forse Kenioti) sembrano marziani, alieni scesi sulla terra per socializzare con noi; magri, magrissimi; non peseranno più di 40 Kg, una donna cosi magra e filiforme che quando camminava sembrava un filo di giunco che al primo colpo di vento si piega. Eppure in gara si trasformano e diventano delle macchine da guerra efficacissime, irraggiungibili, vincenti.

Si parte e dopo aver attraversato viale Minieri, la strada principale di Telese, si passa davanti alle terme e dopo aver attraversato viali particolarmente assolati si lascia la cittadina per dirigersi verso i resti dell'antica citta di Telesia.

Qui si entra nella storia, antica città sannita, ricca e opulenta, Telesia fu prima occupata da Annibale e poi liberata e rioccupata da Fabio Massimo
(il Temporeggiatore)
, fù per i ricchi romani un po' come Pompei, Capua, Tivoli e quindi arricchita di infrastrutture in voga ai tempi come anfiteatri, terme, circo, foro.

Oggi se Telese Terme si ritrova un enorme patrimonio artistico, culturale, storico lo deve alla genialità del popolo romano che dovunque è passato ha lasciato tracce evidenti di una civiltà vincente dominata, a quei tempi, solo da culture barbare. Ha conquistato, dominato, senza umiliare mai nessuno ed ha lasciato ai popoli conquistati la loro cultura, le loro usanze, la loro religione, il loro modo di vivere.

Il primo incontro sono le rovine dei resti dell'antica cinta muraria costruita con la tecnica definita "opus reticolatum" che i genieri romani hanno costruito in tutti i paesi del mondo antico. Le mura comunque son ben conservate ed il loro tracciato segue il ciglio di due torrenti che sfruttando il declivo e la scarpate di due valli, creano degli ampi bacini lacustri che venivano utilizzati per la difesa delle mura della città.

Si incontra poi un antico sepolcro sannita di una nobile famiglia, i resti dell'acquedotto con i serbatoi e tutto l'impianto idrici in tubi di piombo che distribuiva l'acqua alla città di Telesia. Una grandissima opera distrutta da un barbaro saraceno che dopo aver cinto d'assedio la città ne ottenne la resa distruggendo tutto l'impianto idrico e la torre serbatoio accuratamente costruita. Si intravede appena anche i resti dell'anfiteatro dove gli antichi cittadini potevano assistere alle manifestazioni di giochi gladiatori e di neumachie, cioè lo scontro simulato di navi da guerra.

Si prosegue e si comincia a salire verso S. Salvatore Telesino dove la gente, numerossissima e sportivissima, ha accolto i podisti con applausi, canti, inno nazionale. È un vero piacere correre e soffrire sotto la canicola sapendo che la gente che ti guarda ti ammira ed apprezza lo sforzo di correre in condizioni estreme.

Finalmente la salita finisce e ci avviamo a ritornare verso Telese, e lo facciamo cominciando una discesa che si immerge in un oasi di verde incontaminato ed attraversato dalle acque cristalline del Rio Grassano. Siamo nel Parco del Grassano, un autentica perla naturalistica conosciuta fin dai tempi antichi, incastonata nella suggestiva Valle Telesina; un oasi che permette ai bambini ed adulti di avvicinarsi alla magia della natura.

Le acque del Rio sono caratterizzate da una eccezionale limpidezza e trasparenza che rendono particolarmente visibili le alghe del fondale, le quali, per la diversità di colori, generano un cromatismo particolarmente suggestivo. Lasciato il paradiso dell'oasi, della frescura e della discesa si ritorna nell'inferno di una corsa assolata dove la morsa dell' afa non ti molla un attimo. Si ripassa davanti alle terme dove si intravede il traguardo ma mancano ancora due chilometri all'arrivo, i peggiori, perché arricchiti da due salitelle perfide che ti tagliano le gambe.

La prima, noiosa e pesante, la seconda più bella perché ti permette di ammirare le antiche Terme Jacobelli, un piccolo gioiellino architettonico costruito 150 anni fa da un eclettico architetto che oltre a creare un luogo particolarmente delizioso e ricco di verde , creò un impianto tra i più moderni dell' 800.

Attualmente le Terme Jacobelli non sono funzionanti ma sono sede di manifestazioni estive di grande rilievo che richiamano maggiormente turisti di tutte le nazionalità e di tutti i ceti sociali.

Siamo finalmente all'ultimo chilometro e la leggera discesa ti invoglia ad aumentare il ritmo. Accellero per una volata verso il traguardo: mi sento un po' come Don Chisciotte all'assalto dei mulini a vento, un nemico inesistente che mette a nudo tutti i tuoi limiti e le tue fantasticherie di atleta oramai sul viale del tramonto.

Solo il sorriso bonario del mio fido scudiero (Sancho Panza alias mio fratello Giovanni) che mi ha assistito per tutta la corsa, mi riporta alla realtà che la corsa è finita ed è già tempo di pensare alla prossima.

Grande corsa, bella corsa, ben organizzata in tutti i dettagli, una corsa che ti lascia con la voglia di ritornarci sicuramente anche la prossima edizione.

Buoni chilometri a tutti i podisti della Solidarietà.


Gara: Trofeo Città di Telesia (24/06/2012)

SCHEDA GARA



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