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E poi New York
di Alessandra Ciotti, 28/11/2019

La maratona di Roma la scelsi perché è casa, quella di Atene perché è la storia, quella di New York perché è la festa! Una festa incontenibile che continua anche il giorno dopo. Per le strade chi ti incontra ti sorride, si congratula con te, e tutti portano la medaglia al collo con orgoglio. Ma partiamo dal principio...
Questa volta il programma di allenamento di Agnese (la nostra Allenatrice) era molto dettagliato e difficile, ma io e Gioia Inzirillo, con tenacia e determinazione , lo abbiamo seguito alla lettera. 
Il caldo di questa estate ci aveva messo a dura prova, ma ripetevo a Gioia "Pensa a quando arriveremo a Central Park!".
La nostra cara amica Ester decide di accompagnarci e la sua presenza, il suo sorriso e il suo abbraccio si riveleranno importanti.
Dal punto di vista tecnico, per tutti quelli che fanno la camminata sportiva, il risultato che ho ottenuto lo devo appunto ad un ottimo allenamento (grazie Agnese!), tanto sacrificio e ottima alimentazione (grazie Fabia!). 
Non voglio dimenticare i preziosi consigli di Marco Taddei che mi hanno accompagnato lungo il percorso, né il supporto di tutti i miei cari amici "Orange", che non mi hanno mai lasciato sola: siete stati tutti preziosi, in primis le mie "amiche di scarpette" e poi Giorgia, Daniel, Danilo, Luca, Giuseppina, Maria, Romano, Patrizia ecc ecc.

Avevo intenzione di fare una bella gara, a coronamento di tanti sforzi; sapevo che il percorso non era facile, ma sapevo che questa volta dopo le gambe, la testa e il cuore, ci sarebbe stato un nuovo elemento che mi avrebbe aiutato nell’impresa: la gente.
Sono arrivata sul ponte di Verrazzano con la consapevolezza di poter fare del mio meglio. Parto per farla in 5 ore e 30, ma vorrei rimanere, se non migliorare, le 5.27 di Roma.
Sulle note dell'inno americano e 'New York New York' si parte: noi siamo quelli verdi, passiamo sotto il ponte, non sopra come quelli forti, ma sono felice lo stesso.
Cerco di contenere l'emozione, ma iniziano i lacrimoni quando nel silenzio qualcuno comincia le prime strofe di "we are the champions" e tutti cantiamo in coro. Mi dico "non andare troppo forte" e cerco di capire la mia velocità tra orologio, km, miglia, dollari, euro, sesterzi, insomma... VADO IN PALLA!!
Guardo le persone e mi accorgo che sto sempre sorridendo. Comincia anche la musica, è tutta una grande festa! Leggo i cartelloni: "Pain is the french word for bread" (pain= dolore in francese vuol dire pane), "Corri come se avessi rubato qualcosa", "Chuck Norris non ha mai fatto una maratona!”, ma mi fermo a fotografare "Se io ho superato l'esame di chimica, tu puoi fare la maratona" e dico al ragazzo che lo tiene "La mando a mio figlio che sta studiando chimica" e altri lacrimoni.
Ma non perdo la concentrazione: "Forza Ciotti, conta i passi e ricomincia".
Penso a chi mi ha detto "Vai ma goditela, dai il cinque ai bambini e divertiti. Non è la gara per fare il tempo". Dopo poco sento l'inconfondibile salsa cubana e non resisto, cammino a passi di salsa e uno mi fa segno brava e facciamo qualche passo insieme. Che fico! Non ci credo: è proprio una festa!

Controllo il mio tempo, e se continuo così  sono quasi 10 minuti sotto alle 5 ore e trenta. Arrivo alla mezza maratona dando il massimo, tutta la baracca regge (piedi gambe schiena). “Ecco l’ultimo maledetto ponte” dice un cartello. I ponti sono antipatici, ma per noi che camminiamo sono la rivincita: tutti rallentano e noi li superiamo! Una signora mi batte sulla spalla "Scusa ma tu la fai tutta camminando? Sei una fit walker?" - "Si" e mi fa i complimenti. Tra italiani ci si saluta, ma siamo tutti imbambolati dallo spettacolo continuo che ci accoglie per le strade. E quando ci ricapita!?!?
E poi anche wonder woman comincia a rallentare. Davanti ci sono ancora tanti km/miglia (ma che ne so!?) e poi, ma quante false salite ci sono ancora? Ma non hai tempo di ragionare che vedi gruppi di ragazzi che ballano, urlano e ti incitano: "Go Joma Go!!"... ma chi è Joma??? 
Lo capisco dopo abbassando la sguardo... è la marca della maglia della Podistica! Alessandra scritto sul pettorale è troppo lungo e piccolo, la prossima volta mi scrivo UGO così è più corto!!
C’è chi offre fazzoletti di carta, caramelle, cioccolatini, salatini banane e tequila!
Finalmente si entra al Central Park e capisco che sta finendo la gara... da un lato non ne posso più, dall'altro sta finendo il sogno.
Il boato della folla ti abbraccia come fossi tu la vincitrice della maratona, giro l'angolo, stringo i denti e ho ancora la forza per superare e accelerare. Vedo anche un Babbo Natale e capisco che i neuroni sono partiti insieme ai muscoli inferiori! Manca poco ma è in salita, anche se l'avevamo fatta il giorno prima nella 5 km con Ester per farle provare l'ebbrezza dell'arrivo in Central park. Da un angolo sento urlare il mio nome "ALESSANDRA!!" e corro ad abbracciare Ester che aveva creato un gruppo di supporter ad aspettarci (secondo lo spirito americano). Fantastica amica mia, bellissimo e indimenticabile momento, grazie per sempre.
E finalmente dopo tutto arriva il traguardo 5:27:47. L’emozione esplode mentre chiamo mia mamma dall’altra parte del mondo: ”ce l’ho fatta mamma” – le urlo e piangiamo di gioia per questa impresa. E poi sento mio figlio e il suo “grande mamma” mi scalda il cuore.
Diciotto secondi in più di Roma, diciotto secondi persi a dare il cinque a quella gente che mi ha fatto sentire campione del mondo, diciotto secondi persi a ballare la salsa cubana più bella del mondo, diciotto secondi persi a fare la foto a chi aveva superato l'esame di chimica come mio figlio... ma i 18 secondi più divertenti del mondo! Ho  vissuto ed esaudito un sogno e sono felice!
Grazie alla Podistica Solidarietà.


Gara: Maratona di New York (03/11/2019)

SCHEDA GARA



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