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Un sassolino di troppo nella scarpa
di Antonio Marino, 11/11/2013

Mezza maratona di Fiumicino: quest’anno non avrei dovuto correrla. Reduce dalle fatiche de “L’Eroica Running”, ovvero un viaggio di 42,195 km sulle strade bianche collinari ed impolverate del Chianti, la mia mente ed il mio corpo si stavano settando sulle ultime tre settimane di allenamento “easy” prima di trovarmi “face to face again” con una maratona.

Ma prima ancora che mi ci potessi solo abituare all’idea, l’arrivo del programma di allenamenti inviatomi dal mio coach, il Dottore, mi faceva ritornare con i piedi per terra: no, non posso aver letto male, domenica 10 novembre “Fiumicino Half Marathon”.

Sobbalzo dal divano ed inizio immediatamente a storcere il muso; i ricordi ed i segni fisici e morali della passata edizione restavano ancora vivi dentro me: la bufera che ci aveva accompagnati durante tutta la gara con la pioggia che ci schiaffeggiava ad ogni metro, il vento che ci faceva procedere a zigzag, la crisi che mi assaliva attorno al 10° km e che mi faceva agonizzare fino al traguardo, l'influenza post gara. Avevo giurato a me stesso che mai più l’avrei corsa!!!

Le prime espressioni uscite dalla mia bocca sono state nell’ordine: “NO. Non esiste proprio”, “Bah ... ma la devo proprio fare?” e ancora “Ma se la faccio senza pettorale? tanto è un semplice allenamento” ed infine “Ma se devo fare 21 km non li posso fare altrove o magari sul tapirouland al calduccio della palestra???”.

Nulla da fare: con il Dottore non si discute; si esegue e basta!!! “Primi 10 km a ritmo maratona e poi vai in progressione”. Questo suggerimento non bastava a fugare i miei dubbi ma quanto meno alleviava un po’ le mie preoccupazioni: “posso anche andare tranquillo per una volta” pensavo tra me e me.

Stamani, pertanto, fuori da qualsiasi tensione pre gara mi ritrovo a passeggiare nel posteggio di fronte al palazzetto dello sport, quasi estraneo al clima competitivo che si respirava nella aria, sfiorando con nonchalance le centinaia di podisti che avevano invaso Fiumicino. Inizio a scrutare il cielo con fare da provetto Bernacca e con un pizzico di ottimismo mi dico: “Dai non può finire nuovamente come l’anno scorso”.

Poi, sfruttando le mie doti e conoscenze da marinaio, intuisco che comunque un po’ di vento sul lungomare l’avremmo trovato e che sarebbe stato conveniente indossare la maglia antivento da ciclista sotto la canotta. Cuffiette alle orecchie, cerco di isolarmi ancor di più dal contesto e inizio una lunga fase di riscaldamento alla ricerca della concentrazione giusta. Decido di riscaldarmi fino a poco prima dello start e per evitare di partire a razzo, come sono solito fare, mi accodo dietro a tutti o quasi i 2000 partenti.

Si inizia: bisogna stare tranquilli, tanto è solo un allenamento. Mi trovo un muro umano davanti, dovrebbe rallentarmi: macché … inizio a fare lo slalom speciale tra i runners per poter avere qualche metro libero davanti a me per correre ed impostare il ritmo giusto. Le gambe girano e continuo andando più velocemente di quanto mi fossi prefisso. Individuo sempre un corridore davanti a me di cui trovo congeniale il ritmo ma puntualmente dopo poche centinaia di metri lo supero per cercarne un altro. Il lungomare che mi schiaffeggiò ed 10° km che mi mandò in crisi l’anno prima si avvicinano. E più si avvicinano più accelero: quest’anno sono io il più forte. Penso che tutto sommato l’allenamento programmato sta andando “ a farsi benedire” ma penso anche che scaricare un po’ di adrenalina e stress male non mi farà di certo. Continuo a ritmi per me inusuali e quando le salite sulle petraie de “L’Eroica” iniziano a farsi sentire sulle gambe trovo nuovi stimoli nei miei compagni di avventura: davanti nelle sagome di Mario Tannoia, “Ubba” Claudio Ubaldini, i quali mi precedono e mi precederanno sino all’arrivo nonostante tutti i tentativi fatti per raggiungerli, e dietro nelle ombre di Lucia Perilli e Laura Spescha che mi braccano da dietro.

Al 19° km mi raggiunge Domenico Liberatore, il quale nonostante abbia già concluso la propria fatica, tra l’altro piazzandosi nelle prime posizioni, mi tira e mi sprona per oltre un chilometro e mi lancia verso l’arrivo. Sul rettilineo finale, un velato sorriso, direi quasi un ghigno, spunta sul mio viso: 1h43’13” … Fiumicino questa volta ho vinto io!!!


Gara: Fiumicino Half Marathon (10/11/2013)

SCHEDA GARA



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