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Stambettistica Solidarietà
di Maurizio Zacchi, 02/07/2012

C’è la fatica, c’è il sudore (nella giornata classificata come la più calda dell’estate), ci sono le salite impervie, le discese scoscese, ci sono gli scenari fantastici che solo la natura “poco contaminata” ti può regalare…ci sono tutti gli ingredienti per un trail veramente sfidante, di quelli da stambecchi, da persone che amano sfidare i propri limiti.

Stiamo parlando dello “Woman in Trail”, una corsa “fuori strada” di 12 km, nello splendido scenario dei Monti Cimini, con partenza e arrivo fissato nella località Faggeta, di Soriano del Cimino.

E come sempre ci sono tante canotte orange, ben 21, che hanno dato il solito tocco di colore a una manifestazione che ha visto alla partenza un centinaio di podisti arrivati da tutto il Lazio.
E la truppa orange era come sempre guidata dal Presidente Pino Coccia, che appena dismessi i panni del “calciatore” si è precipitato sul Monte Cimino per immortalare ogni istante di questa prova del Criterium Estivo.

La compagine orange è molto variegata.
Ci sono quelli che ormai possiamo considerare veri specialisti della sfida avventurosa, come Giovanni Bretti, Fabio Del Vescovo, Giovanni Golvelli, Cristina Marilena Imbucatura, Pietro Paolo Imperi, Patrizia Melchior, Graziano Meneguzzo, Daniel Peiffer, Sergio Petrucci, Francesco Valerio. Ci sono poi quelli che è più solito trovare impegnati in corse da strada, ma che sono molto assidui nelle competizioni sociali, come Pierluigi Panariello e Maurizio Ragozzino. Ci sono infine un manipolo di esordienti del “fuori strada” che hanno affrontato questa sfida gettando il cuore oltre l’ostacolo, come Salvatore Cairo, Alessia Carleschi, Andrea Cavallini, Antonella Laudazi e Bruna Mazzoni, Iolanda Maggio e Gigi Martinelli. Ci sono infine quelli che stanno un po’ sempre in mezzo, stile mercoledì, come Daniela Paciotti e Maurizio Zacchi. Molti di loro erano poi "reduci" dall'impegno calcistico del Sabato e quindi avevano anche le gambe (in qualche caso le spalle) martoriate.

La gara ha avuto anche qualche complicazione organizzativa, con un errore di percorso in cui sono incappati molti atleti già nei primi chilometri, errore che è diventato oggetto di animata discussione nel primo ristoro previsto al quarto km. Però alla fine tutto è rientrato e tutti hanno potuto alla fine condividere il senso di un’altra giornata all’insegna della natura e dello sport, con un percorso caratterizzato da splendidi scenari e da bellezze naturali incommensurabili, come le splendide faggete del Monte Cimino.
Le provvidenziali fette di cocomero, trovate all'arrivo e che hanno aiutato gli atleti a rifarsi della eccessiva perdita di liquidi dovuta al caldo torrido, hanno sicuramente contibuito a rasserenare il clima e a dimenticare l'errore di percorso.

Le difficoltà certo non sono mancate, come le 3 salite particolarmente impegnative sia sul piano della lunghezza sia sul piano del dislivello. Ma anche le discese hanno lasciato il loro segno, soprattutto quella arrivata dopo il primo ristoro, caratterizzata da un terreno estremamente sdrucciolevole, a volte ricoperto da passerelle di legno posizionate quasi in verticale senza punti di appiglio per i piedi dei poveri podisti, che hanno dovuto improvvisare tecniche particolarmente creative per riuscire a superarle. In quel frangente poi c’era anche la tentazione di soffermarsi sulla splendida vista sulla valle sottostante.
Qualche atleta orange, come il gruppo guidato da Andrea Cavallini, con Alessia Carleschi e Iolanda Maggio, ha addirittura pensato di scandire la propria impresa con delle belle fotografie riprese durante il percorso, a dimostrazione che un Trail viene interpretato da ogni atleta sulla base delle proprie aspettative.

Alla spicciolata tutti i podisti solidali hanno guadagnato il traguardo, dopo l’ultimo “scherzetto” dell’organizzazione, ovvero il giro di oltre un chilometro, con una discreta salita, che si dipanava intorno alla zona dell’arrivo, cioè dopo che gli atleti avevano guadagnato l’illusione di essere arrivati.

Comunque con i volti tirati dalla fatica, tutti hanno condiviso il ristoro finale e le premiazioni, con tanti atleti orange che sono saliti sull’immaginario podio per ritirare il loro premio di categoria. Inoltre tutti hanno avuto il premio di essere immortalati dal grande Presidente Pino Coccia che ha atteso pazientemente tutti.

Dopo la gara molti podisti solidali hanno poi festeggiato l’impresa mettendo le loro stanche gambe sotto i tavoli di un gustoso ristorante in quel di Canepina.


Gara: Woman in Trail (01/07/2012)

SCHEDA GARA



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