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Una gara per atleti gajardi e tosti!
di Maurizio Zacchi, 29/07/2012

La partenza della 1^ ed. del Giro del Lago di Campotosto

La partenza della 1^ ed. del Giro del Lago di Campotosto

Campotosto, un nome e un programma.

Questi sono luoghi famosi per la tenacia della gente che li abita. Del resto anche gli eserciti dell'Antica Roma dovettero saggiare la determinazione di queste popolazioni prima di conquistare le loro terre.

E il primo Giro del Lago di Campotosto non poteva che riflettere questo carattere, una gara per gente gajarda e tosta.

24 chilometri (che la notte prima della gara si trasformano magicamente in 25.2), il 28 luglio, non sono distanze per tutti, ci vuole in briciolo di follia e soprattutto il gusto della sfida, la voglia di mettere a dura prova i propri limiti, fisici e mentali.

Questo è l'elemento che accomuna i 300 "pazzi" giunti fino a qui per lanciarsi in questa sorta di avventura, sfidando la distanza, ma soprattutto le alte temperature che sembrano farsi beffa anche di luoghi che di estate si caratterizzano per la frescura. I 1400 metri di altitudine stavolta non bastano e il caldo assurgerà al ruolo di protagonista principale, con un'interpretazione da Oscar.

Tra i 300 una buona quota è rappresentata dagli atleti della Podistica Solidarietà, che in questo modo vogliono rendere omaggio allo sforzo organizzativo messo in campo proprio dalla società orange, con una possente task-force guidata da Pino Coccia, da Mario Tannoia e, dalla regina di Campotosto, al secolo Lucia Perilli. Hanno lavorato per mesi e meritavano questo successo.

Per molti atleti orange la giornata di festa comincia con il ritrovo all'alba, di fronte alla sede di S.Lorenzo, dove un pullman è li ad attenderli per poi portarli negli scenari abruzzesi dove si svolgerà la sfida. Il clima di festa è quello di sempre, si parte per una gara, ma in fondo si pregusta già la giornata vacanziera.

Altri atleti orange sono sul posto fin dalla sera prima, per garantire il supporto tecnico agli organizzatori locali.

Altri raggiungono Campotosto con i propri mezzi, e sul luogo la truppa orange si ricompatta e la voglia di stare insieme e di condividere le proprie emozioni diventa il miglior modo di esorcizzare le preoccupazioni per la gara, per il caldo, per il percorso, per i km che non sono più 24 ma sono 25, per la diga che non si può più attraversare...

Il momento più bello è rappresentato dall'arrivo degli atleti della Podistica Finale Emilia, in una sorta di gemellaggio tra popolazioni che hanno vissuto la terribile esperienza del terremoto e a suggello di una bella amicizia nata tra due società podistiche, un rapporto fondato sul legame forte della solidarietà.

E poi c'è la tradizionale ospitalità degli abitanti del luogo a scandire i minuti che precedono il momento topico, quello della partenza.

Dopo le opportune raccomandazioni del Presidente papà, il grande Pino Coccia, arriva il momento di lanciarsi nella sfida, di godere degli scenari che il percorso propone, con la sublime vista del lago a fare da sfondo per tutti i 25.000 metri che riporteranno gli atleti sotto l'arco di arrivo. Il tutto sotto gli occhi attenti dei tanti volontari che si sono spesi nell'organizzazione, a partire dagli uomini della Protezione Civile per arrivare alle squadre di servizio nelle ambulanze.

Il vero successo di queste persone è quello di garantire un percorso sicuro al 100%, completamente liberato dai mezzi a motore: una vera rarità per gare così lunghe. Qualche moto sfugge ai blocchi, ma la sicurezza dei corridori non viene mai meno.

Il caldo torrido rende insufficienti i ristori anche se l'acqua viene distribuita in abbondanza e le fontanelle sparse sul percorso rappresentano l'oasi del podista. Si, forse mancano i sali e la frutta fresca, ma la nuova ondata di caldo che serra l'Italia nella sua morsa, ha preso di sorpresa anche gli organizzatori.

Gli ultimi 5 km sono estremamente duri, ma alla fine le fatiche verranno compensate dall'ottimo ristoro finale preparato dalle donne del luogo e soprattutto dal fantastico Pasta Party con la gustosissima "amatriciana" servita in abbondanza.

Più che un ristoro sembra una "sagra paesana" con le decine si tavoli attrezzati sulla piazza.

Gli atleti della Podistica Solidarietà si godono questi momenti con i loro tanti accompagnatori, i quali hanno rinunciato a un sabato di mare per sostenerli in questo grande sforzo. Alessandro, Alessandra, Anna Maria, Antonella, Maurizio, Natalia, Stefano... podisti solidali che in questa occasione si sono trasformati in supporter, pronti a lanciare il loro grido di incoraggiamento a ogni canotta orange che passa dalle loro parti. E alla fine tutti insieme a godere dei momenti splendidi del post-gara, tutti raccolti intorno a Pino Coccia, in attesa della partenza programmata del pullman, mentre gli organizzatori celebrano la bella giornata trascorsa a suon di gavettoni.

Anche questo è il fascino delle gare "paesane", senza esasperazioni, dove il vero collante è rappresentato dalla voglia di stare insieme e da valori che vanno ben oltre la competizione. Il sano doping del divertimento e dell'amicizia.

E sotto questo profilo, gli atleti orange sono i più dopati del mondo.

La prima edizione del giro del lago di Campotosto è agli archivi, ma tutti lasciano questi luoghi sognando già la seconda edizione.

Maurizio Zacchi


Lucia Perilli

Lucia Perilli

Gara: Giro del Lago di Campotosto (28/07/2012)

SCHEDA GARA



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