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«No! La corro!» ovvero la mia “Race for Life”
di Patrizia De Castro, 13/09/2010

Giuseppe, Daniele e Pat subito dopo l'arrivo... foto fatta con il telefonino di Giuseppe.

Giuseppe, Daniele e Pat subito dopo l'arrivo... foto fatta con il telefonino di Giuseppe.


Suona la sveglia… ore 7:00 in punto… ho sonno! Nonostante ieri sera sia andata a dormire presto…
Ma sono d’accordo con Angelo Dominici che se lui non ce la fa da Genova a rientrare in tempo per “coprire” fotograficamente la gara “Corri Villalba” (a due passi da casa sua) … ci sarei andata io.
Ieri sera avevo messo il cellulare in sola vibrazione e non ho sentito arrivare l’sms di Angelo che già ieri alle 22:30 mi informa che è giunto “sano e salvo” a casa!
Bene! Allora dormo… ma quando si può, non ci si riesce mai! E alle 8:30 sono ancora a letto ma sveglissima… vabbè allora mi faccio una corsetta… c’è la “The Race for Life” dietro casa… lo so perché l’ho messa io in calendario… ma è tardi e non troverò parcheggio… e non ho voglia di “stress”…
Decido di passarci e se trovo parcheggio bene, altrimenti me ne vado a fare un allenamento a Villa Ada!

Arrivo alle 9:30 passate e di parcheggio ce n’è tantissimo… è una prima edizione e probabilmente la concomitanza con altre gare e il fatto che è una non competitiva non l’ha aiutata molto…
A me di questa gara aveva colpito l’argomento… il suicidio… se ne parla così poco… è quasi un tabù… ogni minuto nel mondo avvengono più di due suicidi tra adolescenti e giovani… ogni anno milioni di persone tentano il suicidio! La manifestazione ha l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla delicata e spesso sottostimata tematica del suicidio.

Un po’ di anni fa rimasi impressionata dalla “lucidità” delle persone che tentano il suicidio… avevo conosciuto una certa Maddalena che raccontava la sua esperienza con una tale lucidità ed autoironia … da lasciarti senza fiato…
Donna sui cinquanta con un figlio di venti che le fasciava i polsi amorevolmente ed io immaginavo la scena… deve essere bruttissimo per un figlio accettare che per tua madre non sei un motivo abbastanza valido per vivere…
…aveva un “realtà” abbastanza pesante Maddalena… e… confesso… non mi sono comportata bene con lei… sono “fuggita” senza neanche “provarci” ad esserle amica…
Non si nasce “eroi”… non sempre si riesce ad affrontare l’”orrore”… nonostante quell’orrore ti sorrida… Ti chiedo scusa Maddalena, se per caso oggi mi leggi e mi riconosci… non avevo la “maturità” e la “forza” per affrontarti! Ma oggi ho corso anche per te!

Ma torniamo al parcheggio che trovo subito … mi avvio verso l’ingresso dello Stadio delle Terme di Caracalla per effettuare l’iscrizione alla gara ed appena girato l’angolo cosa vedo? Giuseppe Biafora e Giuseppe Coccia senior che chiacchierano entrando anche loro … ci guardiamo un secondo … e scoppiamo a ridere … tra i …
«…e che ci fai qua!»
«…e tu?»
«ma fai le foto?»
«No, la corro! Ci provo!»
Bello che dovunque si vada ci sia sempre un Orange con te!

Andiamo ad iscriverci insieme e scambiamo due chiacchiere sul perché tutti e tre siamo li…
Tra i partecipanti alla gara c’è anche un ragazzo che mi sorride e si avvicina… (sono abituata ormai a gente che “non conosco”, che mi “riconosce”…) chiedendomi:
«fai le foto?»
ed io «No! La corro!»
e lui «bene!»
Miei cari Orange… abituatevi a questa risposta… «NO! LA CORRO!»… sarà la canzone dei miei prossimi mesi… perché ho deciso che fino a quando riesco a “sopravvivere” al post-gara con un po’ di ghiaccio sulla zampa… correrò… ovviamente… se si può chiamare “correre” andare intorno ai 6:30-7:00/km… ho anche ormai una “certa età”!

Avvenuta la “vestizione Orange” cerco di svegliarmi un po’ (perché ora il sonno mi è tornato!) riscaldandomi e facendo stretching… ma so di aver fatto una “cacchiata enorme” stamattina… era tardi e sono uscita da casa senza fare lo stretching che devo fare per almeno mezz’ora tutte le mattine per poter poi correre senza troppi problemi… ed ora avverto la “rigidità” della mia fascia plantare…
Corricchio su e giù nei pressi dello start e mi dico “Pensa positivo! … Pensa positivo! … Pensa positivo!” … e riascolto la voce di un’amica toscana che in questi casi mi diceva sempre «il dolore non esiste!»…

Giuseppe Biafora mi invita a mettermi accanto a lui in prima fila allo start … ma io lo ringrazio e gli dico «non esageriamo!»… tra lui e Coccia senior che se la chiacchiera in ultima fila il mio posto non può che essere una “dignitosa” via di mezzo!

Ore 10:15 in punto … start! Faccio partire il Garmin… essendo una gara non competitiva, senza premi, il tempo ognuno se lo prende da sé…
Dopo il Vialone delle Terme si sale subito per Via Antoniniana… in fondo sono strade che conosco bene… anche se non le ho mai fatte di corsa sulle mie gambe… mi dico che non devo lasciarmi impressionare dalla salita, che, come dice sempre Fulvio Di Benedetto basta farla a passetti piccoli… per fortuna è tutta in ombra perché il sole incomincia a scaldare… poi a sinistra per Viale Guido Baccelli, il pezzetto della Cristoforo Colombo e poi a destra Viale di Porta Ardeatina…
Che bello! Il percorso è interamente chiuso al traffico! Tutto transennato ed il servizio d’ordine fa uscire fuori persino le bici dal percorso dei podisti!
Guardo il Garmin quando mi segnala la fine del primo chilometro… 5’59”… Oddio! Non ditelo a Valerio Trombetta (il mio amico fisioterapista!) … mi raccomando … che nessuno faccia la spia!!!
Rallento un po’… la fascia mi preoccupa nella sua rigidità… mi fa un po’ male ma mi ripeto «il dolore non esiste!»… in fondo sono due giri da tre chilometri ciascuno… mi posso fermare al primo… per ora voglio andare comunque!

Arriva l’altra salitona… vedo fermarsi alcuni di quelli che si erano iscritti solo alla passeggiata da tre… mi dico «cacchio! Infondo sono “fotografa di top runner”… che sarà mai una salitina così?»
Una buona spinta psicologica me la dà la signora del servizio d’ordine che, a Largo Giovanni Chiarini, mi indica il passaggio sotto gli archi per Via Guerrieri e mi sorride…
…ombra… diventa importante l’ombra… il sole è caldo… e poi giù in discesa verso lo stadio… bene… mi dico che se voglio mi posso fermare… ma la fascia ormai si è scaldata e ci voglio arrivare a 6!

Vicino all’ingresso dello stadio il servizio d’ordine ci urla «chi fa un giro a destra, chi ne fa due dritto!»… e quando tutti lo superiamo andando dritti lo sento dire meravigliato «Ma fanno tutti due?»
Il rettilineo è bellissimo ed il poco pubblico non manca di incitarci… ma dopo il rettilineo c’è di nuovo la salita…
…è lì che lo vedo e lo riconosco…
…è un ragazzo disabile che ho fotografato spesso in tante gare e ogni volta che lo vedo attira la mia attenzione … innanzitutto perché è un bel ragazzo (sono pur sempre una donna in aggiunta “grafica” ed amo il bello!) poi perché ha una falcata atletica e regolare… la sua “disabilità” la si capisce solo da come ciondola ogni tanto la testa, ma ha un sorriso magnifico… di quei sorrisi che adoro perché non sorride solo con la bocca ma anche con il naso, gli occhi, le gote… persino le orecchie… tutto nella sua faccia sorride… si vede che si emoziona quando sorride… che cosa magnifica! Ogni volta adoro fotografarlo perché adoro il suo sorriso!
...è a pochi metri da me ma non riesco a raggiungerlo e allora mi ci metto dietro… pista Daniele (il nome lo saprò dopo) … di una regolarità da farmi “rabbia” perché mi da’ 20 metri in salita di cui riesco a recuperarne solo 10 in discesa… ma non lo mollo… l’ho messo nel mirino e per quanto al quarto chilometro un po’ lo perdo poi lo recupero … e non lo mollo!

L’inconsapevole “lepre” mi porta giù per la discesa dell’ultimo chilometro ed allungo la falcata* per raggiungerlo (*scusate l’uso di questi termini impropri!)… mi sembra di “volare” e alla curva di ingresso allo stadio l’ho preso… e entrando a “Casa Mia” in volata… (perché questo stadio è casa mia!) lo supero e giacché ci sono supero anche un altro che era già in pista….

Scusami Daniele non ho resistito!

Giuseppe Biafora è li che mi attende e mi urla un «brava!» Mi chiede «quanto hai fatto?» guardo il Garmin segna 36’01” … «e tu?» … «28'21''» …
Grandi!!!
Di Coccia senior abbiam perso le tracce ma arriverà… lui arriva sempre!

Mentre riprendo fiato a stento… la mia “lepre” mi passa accanto ed io gli metto una mano sulla spalla e gli chiedo:
«come ti chiami?»
«Daniele!»
«Grazie Daniele! tu non lo sai ma mi hai fatto da “lepre”! Grazie! Dimmi anche il cognome che ti voglio ringraziare anche nel mio articolo!»

Lo conosco come un ragazzo che ti sorride anche solo se lo guardi… potete immaginare il sorrisone che mi ha fatto quando gli ho detto questo e guardandomi ha spalancato gli occhi e mi ha detto «daaavveeerooo?»

«Si Daniele!… tra oggi e domani sul sito della mia squadra…»
«Mi chiamo Daniele Branchini detto Branca della ASD “Tra le righe”!»
«Grazie Branca! La prossima volta… se mi aspetti… la facciamo assieme!»

Ora … non mi importa del ghiaccio… del sonno arretrato… e della fatica… ora ho voglia di mettere il bel faccione di Daniele online…




Daniele Branchini detto 'Branca'

Daniele Branchini detto 'Branca'

Gara: The Race for Life (12/09/2010)

SCHEDA GARA



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