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Una lunghissima ed intensa giornata primaverile
di Alessandro Todde, 23/03/2016

Attimi di stravaganza durante il lunghissimo (Foto G. Marchese)

Attimi di stravaganza durante il lunghissimo (Foto G. Marchese)

C'era una volta il giro del Lago di Bracciano ...
C'era una volta la mia prima gara con la casacca orange ...
C'era una volta ... ma poi fu sospesa, il Lungo di preparazione alla Maratona di Roma ... e allora come fare?
Sbirciando nel calendario gare ecco che scorgo questa gara dal nome propizio: "Lunghissimo di Rieti ... aspettando la Maratona" di tutti i lunghi in calendario quello più compatibile con la oramai passata (la scorsa domenica) Roma-Ostia, allora invece di dirottarci alla Strasimeno penso possa essere la gara perfetta per stabilire una volta per tutte il ritmo maratona.
Spinto dall'entusiasmo e dalla sfrontatezza coinvolgo tutti i massimi esponenti della Podistica Solidarietà proponendo la gara di Rieti come sostitutiva di quella di Bracciano sia come preparazione che come criterium!
Da qui nasce la storia di questa gara, nata in sordina ma che è diventata parte integrante delle nostre fatiche e del nostro massimo impegno.

È domenica mattina, in compagnia del buon Giancarlo Di Bella, Paolo Rossi e Ombretta Spuri, salpiamo alla volta della "fermata Salaria-BMW" ... eh si perché oggi si va a Rieti tutti insieme con il BUS!
Lì troviamo un folto gruppo di Orange-Roma-Nord, saluti e baci e rimaniamo in attesa del nostro BUS (caparbiamente trovato dall'inesauribile Forrest, che questa volta ha davvero sudato le 7 camicie per mettere d'accordo 32 passeggeri folli!); con stupore vedo apparire anche la nostra punta di diamante Domenico Liberatore, che ha deciso di unirsi al gruppo.
Dopo un check di tutte le presenze finalmente siamo pronti a partire! L'atmosfera è quella di una gita scolastica, il buon Marco Novelli redarguisce me, Paolo ed Ombretta: "ahò ma peggio de li regazzini! ve siete scelti i posti in fondo!!!" e noi rispondiamo con una grassa risata.

Piccolo Inciso ... Fino alla settimana scorsa questa idea del BUS non esisteva nemmeno, durante la festa post Roma-Ostia, una battuta rivolta al nostro condottiero Forrest: "ma perché non organizziamo un pullman per Rieti? Sarebbe una splendida cosa!"; a quanto pare il messaggio non solo è stato recepito, ma nel giro di 7 giorni si è tramutato in realtà.
All'uscita dell'autostrada recuperiamo il nostro Vito Avino ed oramai al completo ci dirigiamo, seguendo le curve sinuose della Salaria verso la nostra assolata destinazione.
Nemmeno il tempo di arrivare e parcheggiare il BUS, lo speaker annuncia perentorio: "ed ecco arrivati i nostri amici della Podistica Solidarietà, oggi arrivano addirittura in Pullman!!!" neanche fossimo delle celebrità.
Al banchetto ci aspettano Laura Spescha e Mario Tannoia pronti per la distribuzione dei pettorali e dei pacchi gara, preso tutto il necessario ci cambiamo e siamo pronti per la foto di rito, immortalata questa volta anche da Gianni Marchese, che più lesto di tutti, aveva immortalato al fase di discesa dal pullman di ognuno di noi.



Finalmente inizia la fase di riscaldamento, fatta assieme a Paolo Peroni, cercando quasi inutilmente di stare in scia al nostro Domenico Liberatore, un paio di su e giù sul vialone principale e poi siamo pronti per lo start.
3 ... 2 ... 1 e si va! Partenza molto tranquilla con Forrest che quasi ci affianca, ma poi cede il passo per trovare il suo, siamo un bel gruppetto: io, Paolo Rossi, Paolo Peroni, Giuseppe Dell’Olio, rallegrati dalla fresca e gioiosa presenza del sempre sorridente Claudio Fusco.
Così scorrono i primi 6 km del primo giro, tutti fatti al passo dei 4'27"/km, poi mano mano che passa il tempo, Paolo e Giuseppe si addentrano nei loro discorsi e così rimaniamo io Paolo e Claudio che ha un po' di difficoltà a rimanere concentrato sulla sua andatura, ma che usufruisce del nostro riferimento per rimanere sempre vigile.
Ogni tanto Giuseppe si gira indietro e cerca di darci sostegno, ma dopo un po' capisce che il nostro passo è diverso dal suo e ci lascia fare.

Oggi le gambe sono una vera incognita, le tossine della Roma-Ostia ancora non sono state smaltite appieno, bisognerà fare massima attenzione a non esagerare e ritrovarsi con la spia del carburante accesa.
Nemmeno il tempo di fare considerazioni ed ecco che al 10° km le mie gambe iniziano a dare segnali di sofferenza, dentro di me penso: "e adesso cosa ci inventiamo? è un po' prestino per andare in modalità - barcollo ma nono mollo -"; lo scenario non aiuta molto a distogliere la mente da queste problematiche, allora l'unico modo è chiudersi in silenzio e rimanere concentrati.
Passano i km e noi tre rimaniamo sempre assieme, passa anche il primo giro "lungo" di 14 km, con un passaggio ai 20 km di poco sotto l'ora e trenta (veloce rispetto al passo previsto di 4'30"), quindi adesso manca solo un giro, altri 14 km, le gambe che non ne vogliono sapere di girare morbide e tranquille.
Il sole oggi è una di quelle componenti che gioca un ruolo fondamentale, si soffre in questa piana in mezzo ai campi, priva di riferimenti visivi e calmierata da una leggera brezza.
Ed eccoci arrivare al punto più ostico, una leggera deviazione sullo sterrato con passaggio accanto ad un capannone che custodisce uno splendido aliante, questo piccolo saliscendi sconnesso incide ancora di più sulla freschezza delle gambe.

Sento il fisico che soffre ma non mollo, eccoci al ristoro, oggi per nostra fortuna la gara è stata gestita magistralmente da questo punto di vista, io bevo a tutti i ristori presenti.
Uscito dal ristoro, cerco di ritrovare il passo, mi accorgo che Paolo si è leggermente staccato (questa volta ha scelto di rallentare per bere, evitando di strozzarsi come ha fatto in occasione del primo), senza perdere il passo attendo il suo rientro, nel frattempo mi avvicino ed affianco la prima donna, che in questa fase sta pagando lo sforzo fisico, verso il km 26 sento che Paolo ha quasi concluso l'aggancio, gli chiedo come sta e la sua risposta è glaciale "sono quasi finito" questo mi richiama alla memoria la stessa scena vissuta sulla salita del bosco di Genzano, fortunatamente oggi non c'è salita e Paolo è determinato più che mai a concludere e soprattutto non mollare!
Usciamo dai campi ed imbocchiamo il lungo rettilineo di ritorno, in lontananza vedo il cartello del 28° km, nonostante siamo controvento le gambe adesso girano.
Sentendo Paolo in sofferenza, gli dico: "mettiti dietro a me, così non prendi vento e ti riposi un pò" e così scorrono i km, non diminuisce la sofferenza, ma siamo consapevoli che manca oramai poco, siamo al 30°! Dai ne mancano solo 4, altri 16-17 minuti di sofferenza e poi è fatta, controllo il gps che mi dice 2h13', siamo ancora in tempo per avvicinarci alle 2h30', la strada sinuosa ci traghetta nel nostro stato semi-incosciente fino all'imbocco della strada principale.

In lontananza vedo Fabrizio De Angelis che ci incita e poi ecco che compare il nostro angelo custode: è Paolo Giovannini che dopo aver terminato la propria gara (con un bel 2h18'24"), torna indietro e quando si rende conto del nostro arrivo, si mette al mio fianco e mi da il passo per concludere la gara.
Le gambe sono provate, ma l'incipit dato da Paolo Giovannini è di grandissimo sostegno e ci permette di fare l'ultima grande progressione, manca poco ... "Paolo quanto manca?" in quel momento con grandissima lucidità mi indica l'ombrellone rosso, poi si sfila e ci lascia concludere lo sprint finale.
Anche questa durissima gara è conclusa, il cronometro si ferma a 2h27'25" tagliato il traguardo io e Paolo a dir poco provati ci abbracciamo e ci rendiamo consapevoli di aver superato, nonostante la condizione di sofferenza una bella prestazione che ci fa ben sperare per il nostro obiettivo del 10 Aprile 2016 ... Roma!

Finita la gara, tempo di fare il botto sulla staccionata dell'agriturismo mentre degustiamo le pennette all'arrabbiata del pasta party, di tornare al BUS, cambiarci e vivere il viaggio di ritorno con un gruppo unico e speciale, ecco che si conclude questa intensa prima domenica di primavera.

Per la cronaca:
Domenico Liberatore 1° assoluto
Podistica Solidarietà 1ª Società
una marea di premi di categoria, compreso il mio "salamone"
Alè Podistica!


La ormai collaudata coppia 'Attenti a quei due' (Foto G. Marchese)

La ormai collaudata coppia 'Attenti a quei due' (Foto G. Marchese)

Gara: Lunghissimo di Rieti.... Aspettando la Maratona (TOP) (20/03/2016)

SCHEDA GARA



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