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Uno strano Trio
di Fabio Gualtieri, 26/04/2012

Si parte presto il sabato mattina e dopo un viaggio in macchina, a proposito ve lo
sconsiglio soprattutto se si è soli a guidare,si arriva a Padova nel primo pomeriggio. Il tempo di arrivare in albergo per posare la borsa e di corsa verso il villaggio maratona per ritirare pacco gara e pettorale.

Appena usciti mi trovo di fronte la basilica di S.Antonio da Padova che per me,nato il 13 giugno, è quasi d'obbligo da visitare. La cosa che più mi ha impressionato non è stato tanto l'aspetto o la maestositá della sua struttura, in fondo in giro per il mondo ce ne sono anche di più grandi, ma l'atmosfera colma di spiritualitá e religiosità che si respirava al suo interno.

Uscito mi dirigo verso Prato della Valle, la piazza più grande d'Europa, dove è posizionato il villaggio e l'arrivo della gara, contatto Gabriele Di Domenico e ci mettiamo d'accordo nel vederci l'indomani alla partenza. Il mattino seguente sveglia alle sei, colazione con gli altri maratoneti e via verso la stazione per raggiungere la navetta che ci accompagna a Campodarsego dove è prevista la partenza.

Qui faccio conoscenza con un arzillo ultra settantenne che mi racconta con orgoglio tutto il suo curriculum da ultra maratoneta, oltre 350 ultra di cui 60 circa corse in retro runninig, tra le quali due edizioni del Passatore.

Rispetto a tanto io, solo alla mia quarta maratona, mi sento un pivellino. Si arriva alla partenza e con Gabriele scorriamo assieme gli ultimi minuti prima del via, scambiandoci timori, dubbi e speranze tipiche del pre gara. Finalmente il via, penso di non seguire i pacer ma di fare la gara in solitudine al ritmo di 5,30 km/m,

Che mi consentirebbe di scendere sotto le 4ore. Devo dire che nei primi 10km tutto vá come previsto, in perfetta solitudine e al ritmo previsto percorro il primo tratto di gara, poi mi ritrovo in compagnia di altri due concorrenti, ci ritroviamo quindi in tre, Fabio, Aldo e Massimo.

In realtà uno strano trio, Io romano d'adozione in trasferta nel Veneto, Aldo napoletano di nascita, da oltre venti anni in quel di Vicenza e Massimo padovano DOC.

Proseguiamo per diversi km nella stessa disposizione, io al centro, Aldo alla mia destra e Massimo alla mia sinistra. Veramente strano questo trio, Aldo da vero napoletano dimostra di essere un grande oratore, ci racconta per due o tre volte di essersi trasferito a Vicenza nel lontano 1988 e di essersi arruolato nell'esercito e di prestare servizio con il grado di maresciallo proprio a Padova.

Da Massimo invece da vero veneto taciturno e introverso, non riusciamo a sapere nulla se non che questa è la sua prima Maratona in assoluto. Io invece mi pongo al centro tra i due, sia come indole sia nello schieramento dello strano terzetto d'Italia.

In fondo questo trio comincia a piacermi, uno diverso dall'altro ma accomunati dallo stesso obbiettivo, quello di arrivare al traguardo. Intanto passano i km e ad ogni paesino che incontriamo, Campodarsego, Fiumicello, Massanzago, etc.

ci attende tutta la cittadinanza con tanto di palco dove sono presenti le autoritá locali, banda musicale, gruppi rock e tantissimi bambini che non smettono di incitarci. Continuiamo costanti come orologi svizzeri nella nostra andatura, quando Massimo, intorno al 25 km, mi dice di avercene e di voler andare, al chè sia io che Aldo lo sconsigliamo vivamente, sia perché potrebbe pagare lo sforzo sul finale sia perché rompere quello strano terzetto in fondo dispiacerebbe ad entrambi.

Dopo il rifornimento del 30^ però non vediamo più Aldo, ci voltiamo e lo vediamo lì a qualche metro, proviamo ad aspettarlo ma lui ci incita ad andare avanti, un po' ci dispiace ma la corsa è anche questo.

Proseguiamo io e Massimo, mi accorgo che lui è un po' in difficoltá, continuo quindi ad incitarlo. Arriviamo quindi al 35^, mi volto verso Massimo e gli dico che ormai si è certi di arrivare al traguardo, lui fa un cenno di assenso con la testa e mi dice: si, ma solo se mi porti fino alla fine.

Mi sento responsabilizzato, rallento un pochino, arriviamo al 38^ e gli chiedo, ma quanto manca a Padova? e lui sorpreso mi risponde che siamo giá in cittá e che gli ultimi due km sono tutti sul pavè. Andiamo avanti,mancano ormai tre km all'arrivo, Massimo si stacca, provo a rallentare ulteriormente, mi volto e lui mi fa cenno di andare, penso che ormai anche da solo possa arrivare.

Anche io sono in riserva, raccolgo le ultime energie, entro nella zona transennata, costeggio la Basilica di S.Antonio ed arrivo nell'immensa Prato della Valle e passo la linea del traguardo.

Subito penso ai due compagni d'avventura con cui ho corso buona parte della Maratona e mi dico convinto che anche loro arriveranno al traguardo.

Veramente uno strano trio, un napoletano, un veneto ed un romano, tre persone diverse, per indole, mentalità e abitudini. Per anni ci hanno fatto credere che non potessero più convivere, che forse era meglio se ciascuno andasse per la propria strada.

Questa gara come nella vita di tutti i giorni ha dimostrato che basta un po' di comprensione, un pizzico di solidarietà, di altruismo e soprattutto comunitá d'intenti affinchè nessun obiettivo sia precluso a prescindere.


Gara: Maratona di S.Antonio (22/04/2012)

SCHEDA GARA



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