Informativa sulla COOKIE LAW: Questo sito utilizza solo cookie tecnici
 home page   podistica   triathlon   trail   ciclismo   criterium   società   notizie   solidarietà   fototeca   dlf   fidal   aics   links   area riservata   contatti 
Podistica Solidarietà su FacebookPodistica Solidarietà su TwitterPodistica Solidarietà su InstagramPodistica Solidarietà su YouTube

notizie gare podistiche


archivio gare podistiche


calendario gare su strada


calendario gare in regione


calendario gare trail


calendario gare all'estero


11 consigli per la maratona


archivio notizie

Quel dolore che colpisce i podisti.
di Giancarlo De Berardinis, 07/03/2014

Io corro, corro da sempre, da qualche anno con la passione di partecipare a gare podistiche, uno sport che non avrei mai pensato mi coinvolgesse così tanto.

Ieri, tornato a casa dalla Roma Ostia, ero felice, tutto come da copione, gli amici di sempre prima della gara con gli auguri e le immancabili previsioni di prestazione, le foto dei volontari della “mia” impareggiabile società podistica di cui non smetterò mai di essere orgoglioso, la felicità di essere arrivati e ritrovati nel marasma generale, di aver scampato la pioggia, gli sfottò del dopo gara, di aver riabbracciato mio figlio, che prima di ogni gara, pur sapendo del mio scarso valore, mi dice sempre - papà arriva primo ! - tutto perfetto.

Arrivo a casa e la tragica notizia della scomparsa di Fabrizio mi contamina la pelle, il cuore, l’anima.

Non conoscevo Fabrizio, forse.
Scrivo forse perché noi podisti siamo tutti uguali, tutti amici, contagiati dalla passione di vivere con le scarpette ai piedi, di respirare, di sognare correndo.
Nelle griglie prima di ogni partenza si parla, si sogna, ci si racconta, tutti più o meno con le stesse storie, gente che pur di alimentare una straordinaria passione compie ogni genere di sacrificio, si parla senza spavalderia con la timidezza di chi sta per iniziare una gara che avrà come massima ricompensa il gusto di divertirsi ed arrivare.

Forse in qualche gara avrò parlato con Fabrizio, magari ieri, forse mi ha superato, può darsi abbiamo incrociato lo sguardo, rifocillati allo stesso ristoro, chissà !

Ieri apprendendo la drammatica notizia, un’angoscia si è impossessata della mia domenica, una sofferenza intima che non mi abbandona neanche oggi, penso e ripenso.
Penso ai suoi gesti prima della gara, gli stessi miei, alla sua sveglia all’alba, la preparazione minuziosa, alla sua colazione, il suo bacio ai figli prima di uscire, come io al mio, non riesco a non trattenere le lacrime, perché in questo mondo che consuma tutto senza rispetto e corre a 1000 all’ora non voglio vergognarmi di piangere una persona, che seppur sconosciuta e lontana dalla mia vita, in realtà sento intimamente molto vicina.

Non voglio cedere alla paura di smettere, perché alla nostra età (io ho 5 anni più di Fabrizio) l’incidente anche fatale è sempre in agguato, voglio vivere allegro, felice, come immagino vivesse Fabrizio, voglio continuare a faticare e sognare, perché, come scriveva Mennea, la fatica non è mai sprecata, si soffre ma si sogna.
Questa mattina come antidoto all’angoscia mi sono svegliato e nel rispetto massimo per il dolore che ha colto una intera famiglia, ho messo le scarpette, sono uscito ed ho corso, faceva freddo, le gambe erano indolenzite per la gara di ieri, niente musica, solo pensieri dedicati a Fabrizio che forse non conoscevo. Forse.

Ciao Fabrizio.


Gara: Roma Ostia Half Marathon (02/03/2014)

SCHEDA GARA



File Attachment Icon
RomaOstiaLutto.jpg
File Attachment Icon
ROMA-OSTIA-2014.jpg