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Resoconto del Trail del Thabor
di Alessio Petrelli, 05/09/2014

Bardonecchia è una bella località montana piemontese, alla testa della Val di Susa, a 1300 m di altitudine, subito prima del tunnel del Frejus, che collega Italia e Francia.

E’ una cittadina molto piacevole, una delle prime località sciistiche in Italia e in Europa, e forse proprio per questo mantiene un fascino d’altri tempi, con un’atmosfera tranquilla, ai margini dai grandi flussi turistici delle vicine stazioni sciistiche del comprensorio della Via Lattea, nonostante sia stata una delle sedi delle olimpiadi invernali del 2006. Ciò è tanto più vero durante l’estate, quando si possono fare bellissime escursioni nelle montagne circostanti o praticare molte attività sportive montane, dall’arrampicata alla mtb.

E’ da qui che parte il bellissimo trail del Thabor: due distanze, 30 km e 20 km. Decido di partecipare alla 20 km, che in realtà si riveleranno 23 con oltre 1700 D+.

E’ un trail da percorrere in semiautonomia; è previsto infatti un solo ristoro, e quindi è necessario dotarsi di una discreta quantità di liquidi, anche se lungo il percorso non mancano fontane e torrenti per rifornirsi.

Partecipo a questa gara con il desiderio principale di trascorrere qualche ora in montagna, in un bell’ambiente, e in compagnia dei miei amici muntagnin torinesi, Paola, Luca, Fabrizio, Stefano e Stefano, con cui ho condiviso tante emozioni durante i miei anni di soggiorno a Torino.

Per cui si parte con l’obiettivo di tenere ritmi tranquilli, allegria e occhi spalancati per godere delle bellezze che faranno da contorno al percorso. La giornata è splendida, un evento fortunato in un’estate molto avara di sole da queste parti. Si parte alle 9 in punto dalla piazza del paese, e dopo poche centinaia di metri di asfalto, ci si immette in una sterrata, comoda, ma subito pendente, che conduce rapidamente in un caratteristico borgo di antiche baite, ben ristrutturate.

Da qui, dopo qualche breve saliscendi, si arriva ad attraversare un ampio torrente. Da qui il sentiero diventa un single track stretto e ripido; decido di aprire i bastoncini, che utilizzo nei trails più duri per dare un po’ di sollievo alle gambe, ma ahimè, uno rimane bloccato e nonostante i numerosi tentativi, devo rinunciare all’idea e portarmeli dietro come zavorra.

Si sale senza tregua superando il limite del bosco ed entrando via via in un paesaggio alpino di alta quota molto aspro e selvaggio, fino al Colle della Rho (2.540 m).

L’ambiente diventa severo, molto roccioso, dolomitico; si è circondati da guglie appuntite che superano i 3000m, e da immense e scoscese pietraie, abbastanza inusuali in queste zone. Al colle si supera il confine, e la parte rimanente del trail si “correrà” in territorio francese, compreso l’arrivo, previsto presso i rifugi di Valle Stretta.

Si entra ora nella parte più affascinante del percorso, le distanze fra i non numerosi partecipanti si sono dilatate, e a questo punto si rimane soli, e ci aspettano diversi chilometri di saliscendi immersi in un silenzio magico, che solo la montagna può offrire.

L’alta quota si fa sentire, e anche nei tratti in cui si può accennare a correre il fiato diventa subito corto e costringe a rallentare. Si arriva quindi al refuge du Thabor (2500m), dove finalmente ci si può rifocillare con un essenziale, ma soddisfacente ristoro.

Siamo quasi al km 14, e ci sono ancora da affrontare 150 m di dislivello in salita per arrivare al punto più elevato del trail. Qui i percorsi si separano; i concorrenti della 30km devono deviare a destra per salire ancora fino in vetta alla piramide rocciosa del Monte Thabor (3.178m), mentre per noi inizia la lunga discesa lungo la Valle Stretta, abbastanza morbida, tranne qualche tratto più ripido.

Si può finalmente corricchiare, anche se la stanchezza si fa sentire e l’attenzione deve rimanere molto alta per evitare pericolose cadute nel terreno quasi sempre sassoso o roccioso. Si perde quota rapidamente, ma c’è ancora tempo per un paio di piccoli strappetti in salita prima di costeggiare il fantastico Lago Verde, un paradisiaco laghetto alpino dagli incredibili riflessi verde smeraldo donati dalla vegetazione che cresce nel fondale.

Ancora poco più di un chilometro prima di sentire le urla di Chiara e dei miei bimbi, che mi vengono incontro incitandomi e mi accompagnano per gli ultimi metri fino al traguardo di Grange di Valle Stretta (1750m), facendomi dimenticare la fatica e lasciando spazio solo a sensazioni di gioia e serenità.


Gara: Trail del Thabor (30/08/2014)

SCHEDA GARA



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