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Ma come è dura la salita?
di Maurizio Zacchi, 03/07/2011

Ma come è dura la salita?

Per fare un resoconto di questa gara abbiamo scelto le parole di “Uno su mille ce la fa”, una canzone di Gianni Morandi che siamo certi sia particolarmente evocativa per tutti coloro che oggi hanno sfidato se stessi su un percorso “duro” come quello della “Mezza Maratona sui sentieri di Corradino di Svevia”.
Non vorremmo far indispettire il “Gianni nazionale”, ma ad un podista come lui ci verrebbe spontaneo fare una domanda: “ma perché la discesa ti sembra semplice?”.
Già perché oggi, dopo questa gara, il dubbio alberga nella mente di tutti noi: “più dure le salite oppure le discese?”. Certamente anche questa domanda non può avere una risposta assoluta e meno che mai oggi, dove la pendenza delle salite proiettava lo sguardo dei podisti verso il cielo azzurro e dove le discese sembravano non finire mai.

Questa gara ha avuto un curioso prologo. Mentre gli atleti della Podistica Solidarietà, accompagnati dall’onnipresente Presidente raggiungevano la piccola piazza del paesino di Sante Marie, l’amico Lino Trabucco si presentava in "abiti borghesi" per accomiatarsi dall’allegra compagnia a causa di un piccolo problema familiare. Prima di farlo andare via si procedeva finalmente alla consegna ufficiale del “piatto” della “100 km del Passatore”, ovvero il premio vinto dalla “Podistica Solidarietà”, che i suoi compagni di avventura hanno voluto che fosse consegnato a lui per i particolari “valori” che hanno caratterizzato e reso unica la sua partecipazione. Ma la cosa curiosa è che dopo poco, Lino, risolto il suo problema familiare, si è presentato nuovamente a Sante Marie, stavolta pronto e in tenuta da gara.

Sbrigate tutte le formalità, poco dopo le 9.00, il colpo di pistola dello starter da il via a questa nuova sfida contro le insidie della natura, in un trail che ufficialmente si svolge su un percorso di 21 km, ma che i GPS quantificano intorno ai 23 km. Per non parlare della singolare corsa dell’amico Petrucci, che a causa di una serie di errori di percorso ha collezionato una quota di chilometri ancora superiore.

I podisti sono ormai partiti e dopo un giretto interno a questo cartteristico borgo abruzzese, la gara entra nel vivo con la prima salita, dura, molto dura...una sorta di ammonimento per tutti i podisti facendo presagire cosa li aspetti da lì in avanti.

Il gruppo arancione è particolarmente numeroso e il record di partecipazione è cosa fatta. Alla fine verrà sancito anche il primo posto della classifica per società. Molti gli atleti reduci dalla “Jennesina” del sabato, altri hanno ancora nelle gambe le salite della Pistoia-Abetone (alcuni hanno addirittura partecipato ad entrambe). Tutto questo sta a dimostrare che nella Podistica Solidarietà si va ormai consolidando un gruppo di uomini e di donne d’acciaio che ogni fine settimana “alzano l’asticella” delle loro personali sfide.

Tra questi c’è anche il marciatore Dessì che sui sentieri di Corradino ha sfoggiato la nuova canottiera con il simbolo delle "500 gare" fatte con la Podistica Solidarietà.
Ma il gruppo arancione non è costituito solo da questi “supereroi”; a sfidare la montagna ci sono anche i cosiddetti “podisti di testa”, ovvero quei podisti che non sono pronti fisicamente ad affrontare questa gara, ma che compensano questo gap con una buona dose di “forza di volontà”, unita ad un particolare senso della sfida che ha addirittura qualcosa di goliardico.

Tornando alla corsa crediamo doveroso sottolineare i bellissimi scenari attraversati, con la lussureggiante vegetazione nel ruolo di “protagonista principale”. Le salite si alternano alle discese e tutto sembra procedere tranquillo, ma intorno al 4° chilometro si verifica un altro episodio curioso. Ingannati da una segnalazione non troppo precisa, un bel gruppo di podisti "infila" il sentiero sbagliato e accumula tanti metri inutili prima di procedere al dietrofont che li riporta sulla retta via.

Tra le macchie di verde ogni tanto emerge una piccola frazione dove gli avventurieri della “Corradino” trovano un meritato ristoro e anche quel minimo di solidarietà umana che allevia la fatica. Un sorso d’acqua e via si ricomincia. Le
segnalazioni chilometriche non sono il forte di questa gara e i GPS dei podisti diventano una risorsa importante, quasi decisiva per adeguare le proprie strategie di gara.

Le salite si fanno più dure e le discese diventano più difficili da affrontare. La concentrazione deve restare alta, altrimenti si rischia di “finire per le terre”.
Mentre si attraversano i boschi sempre più fitti sembra di sentire la risata sarcastica di “Corradino di Svevia”.

Dopo un guado che costringe i podisti a infilare i piedi dentro un’acqua melmosa la cui reale composizione lascia qualche dubbio, il profilo di Sante Marie torna finalmente visibile ai poveri podisti. Sembra quindi finita, ma “il peggio” deve ancora arrivare. La salita che approccia il paese e quindi l’arco di arrivo è di quelle “spaccagambe” con l’aggravante psicologica di un effetto particolare, cioè quello di procedere in direzione opposta rispetto all’obiettivo.

Ma è l’ultima fatica; ecco le case, ecco la piccola discesa che approccia la Piazza del Municipio, ecco l’arco blu con la fatidica scritta: “ARRIVO”.

Ecco il Presidente con la sua immancabile macchinetta, ecco l’applauso e la solidarietà dei compagni, ecco il gusto di “avercela fatta”. Ecco la sensazione di aver realizzato una grande impresa e di aver goduto di un grande privilegio, quello di aver fatto una gara entusiasmante: tanto bella quanto dura.

La tensione si scioglie, le membra si rilassano, il Presidente continua a “scattare”. Ecco il meritato piatto di pasta che viene consumato in questa piazza che finalmente può essere apprezzata in tutta la sua bellezza: non la bellezza maestosa dei grandi centri cittadini, ma la bellezza discreta di un paese in formato “bomboniera”.

Bello anche l’arrivo di Romano Dessì e Fabio Tucci, i quali scortati da un paio di cavalli, chiudono gli arrivi tra l’ola degli amici della Podistica e di tutti i presenti.

E’ il momento delle premiazioni e sono tanti gli atleti arancioni a ritirare il meritato premio di categoria (aspettiamo la classifica ufficiale per pubblicare il nome dei premiati). Alla fine la grande soddisfazione, ovvero il primo premio di squadra che fornisce valore alle fatiche patite durante la gara.


Gara: Mezza Maratona sui sentieri di Corradino di Svevia (03/07/2011)

SCHEDA GARA



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