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ROMA-OSTIA: da spettatore a partecipante
di Marco Cerisola, 11/03/2019

Quante volte ho visto transitare la mezza maratona “Roma – Ostia”! 40 anni fa, con i miei genitori, accompagnai mio fratello alla partenza dal Circo Massimo e poi ci precipitammo al suo arrivo nello stadio Stella Polare dopo 28 km. Fu una doppia sfida: la sua contro il cronometro, per realizzare un tempo di tutto rispetto (4’40” al km, 327° assoluto), e la nostra che – con la metro B e il trenino Roma-Lido – riuscimmo a precederlo solo di pochi minuti.
Ho sostenuto per decenni i podisti con ammirazione e affetto, spesso per amicizia (“Vai Luciano!”) e per spirito di squadra orange, però regalando applausi e incitamento a tutti come se li conoscessi da una vita.
Quello stradone, che conosco come le mie tasche avendolo percorso un’infinità di volte in bici, in quella domenica diventava il mio stadio e mi appostavo festoso con la trombetta.

La passione è travolgente: dopo oltre 40 anni partecipo. Eccomi con il pettorale, coinvolto nel soave concerto dei ritmici passi di questa meravigliosa impresa. Volevo correrla con i miei figli, ma ho deciso di non rinviare perché le gambe girano e l’agonismo chiama. Le tappe di avvicinamento sono state confortanti e con il costante incoraggiamento dei miei adorati figli, nonché con i preziosi consigli quotidiani di David, mio simpatico collega di scrivania in banca, eccomi al via.
Una corsa che si dipana verso il mare è la metafora di un fiume: prima la sorgente, poche gocce sgorgate nel 1974, poi gli affluenti – che si uniscono, un'onda alla volta, al torrente vorticoso giù dal palazzo dello Sport verso il laghetto (appunto!) – infine il fiume impetuoso che scorre temerario lungo la Colombo, come Cristoforo che 527 anni fa cercava di raggiungere le Indie.
Però, a differenza del fiume, questo stupendo e maestoso insieme di infinite gocce (di sudore) non evita le colline girandoci attorno, bensì le scala spavaldo e indomito.
Già i primi dislivelli tentano, invano, di rallentare il flusso, ma - al tavolo del primo rifornimento - il bicchiere d’acqua al chilometro sesto ci rimette in … sesto!

Inesorabilmente, chilometro dopo chilometro, il mare di podisti arriva al mare. “Sfociamo”, non la consideriamo una “conclusione” perché l’avventura continua: non deve mai arrestarsi.
Il percorso assieme agli altri prosegue, ne siamo quotidianamente partecipi. E mentre mi immergo nell’oceano degli altri atleti trionfanti al traguardo, penso a un altro importante fiume che deve riprendere a scorrere: la donazione di sangue. In molti ospedali c’è chi aspetta di riprendere la sua corsa, aspetta – da chi può – la nostra goccia. Come nello sport, anche nella solidarietà non basta fare il tifo: dobbiamo essere protagonisti.
Eccomi, amico sconosciuto: corro da te!


Gara: Roma Ostia Half Marathon [TOP] (10/03/2019)

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