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Correre con un Angelo Custode
di Roberto Lombardi, 05/10/2017

La Corsa è uno sport che molti non amano perché è sport per solitari. Anche se si è in una squadra, la maggior parte degli allenamenti è questione individuale. Si potrebbe anche azzardare l’ipotesi che molti hanno scelto di divenire Runners per poter finalmente gustarsi un poco di pace con sé stessi, sentire i propri pensieri, sentimenti e sogni mentre si mangia la strada.
Ma la storia di corsa che voglio raccontare oggi va in un opposta direzione. Per prima cosa devo confessare la mia inveterata abitudine a vedere la solitudine della corsa come una grande benedizione, qualcosa di gratuito, gioioso, infantile e soprattutto senza interferenze esterne.
Con questo spirito mi sono iscritto alla 19ª edizione della Mezza Maratona dei Castelli Romani.

La mia proverbiale lentezza mi avrebbe permesso di starmene un paio d’ore o più a contemplare i molteplici panorami, fisici e umani che mi sarebbero presentati. Ma alla partenza ad Albano Laziale, nella Villa Doria, dove la gara cominciava mi si è parato davanti lui, il mio Compagno di Squadra: Andrea Covino.
Imponendosi con la sua gentilezza mi ha proposto di fare la distanza insieme. A nulla sono valse le mie giuste rimostranze: sono lento, un inutile antiagonistico lumacone che arriva sempre per ultimo. Non ha voluto sentire ragioni, per mia fortuna. Accetto lusingato.

Dopo circa 3 kilometri capisco che è il Cielo che mi ha mandato Andrea. Sapete quella cosa che mette sulle strade per limitare la velocità? Si chiamano dossi. Dei rilievi in asfalto che possono danneggiare gli ammortizzatori delle automobili se affrontati in velocità. Bene la mia velocità non era eccessiva, ma la mia vista mi ha tradito e i pochi centimetri di rilievo stavano per essere fatali.
Ricordo solo che tutto il mio corpo, sbilanciato stava per rovinare a terra. Ma chi avevo a fianco? L’Angelo Custode. Ricordo solo che aggrappandomi ad Andrea e con delle innaturali falcate sono riuscito a rimanere in piedi.
E il cuore cominciava ad esprimere gratitudine. Gratitudine che si è manifestata continuamente ogni volta che mi attendeva alla fine di ogni salita, per ricominciare a correre insieme fino alla fine.
Come risultato serberò un grande ricordo perché ho visto all’opera quello che contraddistingue la nostra Società, il suo nome: Solidarietà.
Grazie Andrea!


Gara: Maratonina dei Castelli Romani (TOP) (01/10/2017)

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