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La Grande Bellezza
di Germana Bartolucci, 26/03/2014

Il sorriso non manca mai sulla bocca degli Orange, anche dopo una Maratona !

Il sorriso non manca mai sulla bocca degli Orange, anche dopo una Maratona !

Non pensavo di voler scrivere un resoconto sulla Maratona di Roma.

La scarsa preparazione per affrontarla e la troppa ansia che avevo vissuto per l'evento nei giorni precedenti, me la facevano pensare un po' come ad una "spina nel fianco", solo da togliersi.

Invece quello che inaspettatamente m'ha regalato questa giornata vale la pena essere raccontato, anche se è difficile dar voce alle emozioni. Se la pelle potesse parlare ...
Mi fa pensare, che il simbolo della Podistica sia un cuore.
Non è certamente un caso.
Questo è stato per me questa giornata :"Un unico grande cuore che ha abbracciato tutti"! Mi dispiace solo non essere riuscita a vedermi con tutta la squadra, prima della partenza, in occasione della foto sociale.
Molti dei nostri comunque li avrei incontrati durante il percorso.

La mattinata non è di quelle che annunciano la neo entrata primavera. Il cielo è cupo e pochi minuti della partenza una grandinata si abbatte sugli atleti.
Ci si piega tutti l'uno contro l'altro, quella moltitudine di persone alla fine genera calore a dispetto del freddo e degli abiti bagnati.
Mi soffermo qualche minuto ad osservare quello scenario di vite intorno a me.
Chissà qual è la storia di ognuna di quelle 19.000 anime!
Ci si potrebbe scrivere il più voluminoso dei libri senza mai riuscire a trovare la parola FINE!
Immaginate il racconto di vita di ognuno di loro, di noi. Una babele di esperienze che comprenderebbe le più incredibili sfumature di colori, di vissuti...
Si aprono le danze! A passo d'uomo si riesce a giungere allo start.
Che scenario da sogno questa città!
Vabbè, provo a concentrarmi ora... Inutili le mie "elucubrazioni" mentali per tentare di distrarmi. Tanto la distanza non cambia : 42.195 metri!
Da quell'inizio per me sarebbe stata tutta un'incognita.
Perché poi alla fine una maratona lo è!
Puoi essere allenato, sentirti preparato, od al contrario pensare di non farcela... Conta, ma fino ad un certo punto. Cosa accade poi, lo scopri solo strada facendo.
Si comincia a correre su quei sampietrini che profumano di storia e fanno dire le parolacce. Ma presto non si fa più caso neanche a quelli!

Intorno a me gente di tutti i colori e di tanti Paesi!
Già solo questo fa salire l'emozione, ma contengo, sono facile alle lacrime, mi si consumano energie.
Le gambe prendono il loro ritmo, si viaggia "zigzagando" tra un corpo e l'altro. Mi "aggancio" a dei runners Pisani e Livornesi. Un quarto d'ora di sfotto tra di loro provoca l'ilarità generale, sembra di assistere ad una Jam session cabarettistica ben riuscita.
Si ride tutti. La maratona è questo, tante storie nella storia, un'avventura, nell'avventura...
Procedo aspettando la tanto nominata crisi, la immagino come un fulmine che arriva inaspettato a "tagliare" le gambe. Trentesimo chilometro ... Ancora nulla. Sopraggiunge invece quel velo di stanchezza che fortunatamente abbatte le difese e le famose "elucubrazioni" mentali!
Mi lascio andare... Comincia quello che ricorderò come un sogno...

Ad ogni angolo delle strade c'è gente ad incitare gli atleti.
Non ricordo di aver corso un solo metro senza che ci fossero spettatori ad applaudire, (bandiere da ogni parte del mondo!), ad incoraggiare, urlare i nomi degli atleti ben visibili sui pettorali.
A tratti piove, ma alla fine quella pioggia diventa una carezza sul viso in mezzo a quello scenario!
C'è anche la banda, più di una in realtà, che a passo di musica, da la carica agli atleti.
Immaginavo poco prima cosa hanno potuto provare, quelli che per la prima volta si trovavano a correre su quel lungo tratto di Via della Conciliazione, con la Santa Sede sullo sfondo. Io abituata a quello scenario sono rimasta senza fiato.
Quei sampietrini bagnati sembravano un grande specchio che rifletteva il Cielo e tutto ciò che c'era intorno!
Torno a me, rimango concentrata, sento una determinazione addosso che ancora oggi mi fa pensare che io sia stata drogata!
Arrivo al fatidico muro del 35esimo ... Invece della tanto menzionata crisi sento tanta di quell'energia in corpo che, non voglio neanche pensarci, 7 km alla fine, sono ancora tanti ...
Ma quell'energia non fa altro che alimentare quell'emozione incredibile figlia di ogni chilometro percorso.
Entrata a Largo Argentina, non reggo più, mi viene da piangere, ma so che non è la stanchezza.
Ho raccolto in quei km tutta quella che per me è l'essenza di queste giornate di sport e festa :" Condivisione, abbattimento dei muri, delle barriere, delle differenze".
La voglia di andare avanti e non mollare. La comunione condivisa di quella passione che è follia e bellezza insieme, quel movimento delle gambe, di cui non puoi fare a meno e sai essere fondamentale quanto respirare...E poi nella cornice della Città Eterna che t'incanta coi suoi scorci improvvisi, di una bellezza unica!

Poi, ecco, ci mancava solo la banda che suona l'inno nazionale!
Ora non riesco a trattenerle quelle lacrime che scendono copiose!
Non bastasse, non posso non menzionarlo, ad un certo punto sento urlare il mio nome con una forza tale, che dev'essere arrivato pure a Papa Francesco.
Appostate su una transenna attente come due aquile, ci sono Antonella e Daniela, che mi incitano con una grinta che non dimenticherò mai.
L'avessero scaricata sulle gambe sarebbero giunte prime assolute!
Il loro urlo e il loro sostegno, riservato in particolar modo a tutti i fortunati orange, m'arrivano come il più caldo degli abbracci.
Ma fortunatamente invece di cedere a tutte quelle emozioni che pensavo il cuore non potesse più contenere, rientro in fase determinazione.
Gli ultimi 5 km passano veloci, intorno a me tante persone ormai camminano, altre raccolgono le ultime energie per lo spint finale.

La discesa di Via Nazionale! Le gambe ora vanno da sole, hanno fiutato il traguardo ormai prossimo.
Mi lascio portare fino a quando Piazza Venezia è ormai sulla mia destra, sullo sfondo di Via Nazionale il Colosseo ... E davanti a me l'arrivo!
Oltre alla gioia di aver concluso la mia seconda maratona, non è da meno finalmente quel pianto di liberazione che avevo a lungo trattenuto.

Con altri amici della Podistica Solidarietà rimaniamo un po' nei dintorni dell'arrivo ad aspettare che giunga qualcuno dei nostri.
Che bel peso quella medaglia al collo!
Ciò che si guadagna con sacrificio, sudore, passione, volontà...non ha prezzo.
E non lo hanno neanche queste giornate che festeggiano lo sport e sono il simbolo dell'unione, dove la diversità è solo un valore aggiunto.
Concludo con una frase di Frank Shorter, medaglia d'Oro olimpiadi del 1972, che m'è piaciuta molto:

La maratona è un evento incredibile. Puoi trovarci tutto: dramma, competizione, cameratismo ed eroismo. Non tutti i corridori possono sognare di diventare campioni olimpici, ma possono sognare di arrivare al traguardo di una maratona.

Complimenti a tutti, Orange!


Gara: Maratona di Roma (23/03/2014)

SCHEDA GARA



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