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Una mezza in famiglia
di Alessia Calcagnile, 30/04/2015

Un mese dopo l’emozionante esperienza della mia prima maratona eccomi a raccontare di un nuovo esordio: la mia prima mezza maratona internazionale. Per il battesimo avevo scelto già in tempi lontani la mezza maratona Rock‘n Roll di Madrid. Cosa chiedere di più? Un nome che è tutto un programma, una città che non conoscevo (a ottobre), la possibilità di correre in Spagna (paese che adoro). In questa occasione i miei compagni di avventura sono gli inseparabili sorella, cognato e cugino, anche loro accaniti runner.

La prima cosa di cui ci rendiamo conto appena arrivati è che Madrid non è la città adatta per fare la migliore prestazione: “Paella, Tapas, Cerveza y Movida” la fanno da padrone. Mantenere uno stile di vita da atleta integerrimo prima della gara è quasi impossibile, ma facciamo il nostro meglio.
Domenica mattina sveglia alle 7, notte fonda per i madrileni. Fuori è ancora buio e diluvia, ci guardiamo disperati, “non è possibile”. Dopo Roma abbiamo ancora l’umido nelle ossa. Andiamo a piedi verso la partenza, a 500 metri dal nostro alloggio, nella bella Plaza de Cibeles. Tantissima gente che entra nelle griglie. Si sentono accenti stranieri ma anche tanti italiani.
La pioggia da un po' di tregua, almeno all’inizio. Alle 9 in punto il via, siamo più di 20.000 tra partecipanti alla maratona e la mezza. Si corre tutti insieme fino al quattordicesimo chilometro, dove le strade si divideranno. Il percorso inizia in salita verso Nord, i primi 5 chilometri sono in pendenza e non sono facili, ma passano veloci sull’onda dell’entusiasmo e della folla che incita “Animo animo, vamos campeones”.

Dal quinto chilometro il percorso spiana, per poi diventare finalmente in discesa. Dopo il primo ristoro finalmente riesco a spezzare il fiato e inizio a correre spedita, senza neanche sentire la pioggia.
Dal decimo chilometro in poi ci troviamo in un bagno di folla, gruppi rock che suonano nelle piazze e la città che cambia aspetto. Dopo aver attraversato la zona moderna con grattacieli e costruzioni moderne torniamo verso il centro della città nell’elegante barrio Salamanca. I chilometri scorrono veloci, mi illudo che sarà tutto in discesa fino alla fine. Invece il difficile deve ancora arrivare.
Si arriva fuori dal parco del Retiro, dove è situato l’arrivo, ma gli ultimi tre chilometri sono la parte più difficile della gara. Dal diciottesimo al ventesimo tutta salita, le gambe si bloccano e non riescono più a correre. Riprendo un po’ fiato camminando e ricomincio a correre, con la folla che incoraggia soprattutto chi è più in difficoltà.

Al ventesimo chilometro eccoci finalmente all’ingresso del parco, manca poco, è discesa ma inizia a piovere fortissimo, con la pioggia che ti punge in faccia e le scarpe che non si riescono a staccare da terra.
Finalmente ecco il sospirato traguardo, l’arrivo sotto la pioggia e la medaglia al collo. Anche questa è fatta!!


Alessia al ritiro del proprio pettorale

Alessia al ritiro del proprio pettorale

Gara: Maratona di Madrid (26/04/2015)

SCHEDA GARA



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