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Progetto PODOCONIOSI
di Redazione Podistica, 01/04/2021

Cari runner di Podistica e Solidarietà

mi chiamo Emilio Gagliostro, sono un runner ma vi scrivo nella mia veste di socio fondatore di una piccola Onlus che si chiama MAM Beyond borders,
https://www.mambeyondborders.org/
nata nel 2014 grazie alla folle idea di ragazze, mamme, ostetriche, infermiere, medici e avvocati, di aiutare le mamme (ecco perché MAM) in giro per il mondo, ed in particolare in quei posti dove ci sono scarse risorse e condizioni critiche, perché aiutare le mamme significa aiutare il mondo.

Siamo piccoli ma tosti: nel giro di questi 7 anni, con grande tenacia e sempre autofinanziandoci, abbiamo creato un'importante rete per raccogliere aiuti e, collaborando anche con altre associazioni, ci siamo sempre impegnati per farli arrivare dove effettivamente servono.

Oggi abbiamo tanti progetti attivi in Etiopia (dalle adozioni a distanza a progetti sanitari, dalla costruzione di scuole alla creazione di cultura sanitaria tra la popolazione locale), in Grecia (a supporto di mamme e puerpere nei campi profughi sulle rotte dei migranti) ed anche in Italia (eravamo ad Amatrice dopo il terremoto del 2016 e del 2017).

I progetti vengono seguiti e documentati meticolosamente, perché crediamo che renda molto felici vedere quanti sorrisi possiamo regalare con una donazione o raccogliendo aiuti.
Non abbiamo intermediari, nè finanziatori. Solo tante idee, garage pieni di materiale, soggiorni intasati di scatoloni di vestiti che riusciamo a raccogliere e un grande team di volontari che ogni mese è (anzi purtroppo dobbiamo dire era causa covid) presente in tutte le nostre missioni.

Perchè vi scrivo? Per chiedervi aiuto, semplicemente per prestarci la vostra voce e farci da amplificatore per un progetto a cui stiamo lavorando da qualche tempo e che abbiamo particolarmente a cuore.

Si tratta del progetto PODOCONIOSI. Cos'è? Immagino non ne abbiate mai sentito parlare.

Progetto PODOCONIOSI

Si tratta di una malattia degli arti inferiori non infettiva ma invalidante, diffusa soprattutto in Etiopia (è il Paese più colpito al mondo) dove i numeri parlano di 1 milione di persone ammalate e circa 11 milioni potenzialmente a rischio (il 10% della popolazione etiopica). E sapete come si ammalano? Semplicemente camminando, per andare a prendere l'acqua potabile, o portare gli animali al pascolo o per andare a coltivare i campi, a piedi nudi (non hanno i soldi per comprarsi delle scarpe) su terreni vulcanici ricchi di silicio, che entrando nella pelle genera conseguenze drammatiche sia fisiche (piedi e arti deformati) che psicologiche (chi ne soffre viene spesso escluso dalla vita sociale dei villaggi).

La cosa devastante è che basterebbe dare loro delle scarpe e la malattia sarebbe totalmente debellata! Non è necessario alcun vaccino, nè alcun medicinale, solo delle scarpe!

La nostra idea è quella di chiedere aiuto a voi per coinvolgere i vostri iscritti. Come? Noi runner (anche io sono un runner) cambiamo le scarpe da corsa ogni 600/700 Km, che in media percorriamo in 3/4 mesi (qualcuno anche in meno tempo). Dopo 4 mesi cambiamo le scarpe perché non sono più performanti per correre, ma sono ancora perfette per poterci fare tutto il resto! ma non le usiamo, perché sono "vecchie". Io per primo le ho lì abbandonate in garage...senza sapere bene cosa fare.

Il nostro sogno, come associazione, è quello di poter arrivare a tutti i runner per poter mettere insieme la più grande raccolta di scarpe da running usate d'Italia per farle arrivare poi alla nostre missioni in Etiopia!
Ci aiutate? Possiamo provare ad organizzare una raccolta tra tutti i vostri iscritti? ci aiutate a far arrivare loro questo messaggio?


Vi ringrazio anche solo per aver letto quella lunghissima e-mail (perdonate se sono stato logorroico).

Ovviamente a vostra completa disposizione per qualsiasi informazione.
Grazie
Emilio

PS: vi allego un documento che racconta tutto meglio dove troverete anche tutti i dettagli ed nostri contatti.

Potete portare le vostre scarpe in sede nei giorni di apertura che vi comunicheremo COVID permettendo.




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