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Sport e Società
di Giuseppe Biafora, 29/11/2008

Haile Gebrselassie - Berlino 2006

Haile Gebrselassie - Berlino 2006

Roma. San Lorenzo, Via dei Marrucini.

Tardo pomeriggio di tarda estate. Fermata del 71.
Sto risalendo in direzione Piazzale Aldo Moro.
Palina della fermata, ci sono cinque persone.
Tre con la divisa dei controllori di Trambus: divisa in ordine e ben stirata, portata con disinvoltura ed eleganza.
Abbottonati il numero giusto di bottoni.
Hanno blocchetto e penna in mano.
Gli altri due, giovani, hanno vestiti più arrangiati.
I pantaloni scendono dritti lungo gambe magre e non fanno “soffietto” perché un po’ corti.
Capelli crespi.
Lineamenti e colore della pelle fanno pensare a dei nordafricani, a dei magrebini.
I volti preoccupati, gli occhi apertissimi, la retorica suggerisce il paragone con le gazzelle.
E’ chiaro, sono stati sorpresi senza biglietto e fatti scendere.
Gli ispettori stanno contestando loro l’infrazione e chiederanno il pagamento dell’ammenda.
E’ un attimo.
Mi avvicino a quello che sembra il capo dei controllori.
Buona sera, se è per il biglietto posso pagare io.
Parlo cercando di non farmi sentire dai due giovani per non far pesare loro la “carità”.
E comunque non mi sentirebbero, hanno altri pensieri.
Il capo controllore fa in modo che entrambi possiamo allontanarci di qualche passo.
Non si preoccupi ci siamo già messi in contatto con la Caritas.
Noi non possiamo non intervenire in questi casi, anche per fare opera di educazione.
Ci lasciamo con una forte stretta di mano e mi allontano sollevato.
Ma perché a quella scena avevo provato disagio e senza riflettere ero intervenuto?
Per la mia provenienza dal mondo dell’emigrazione italiana, ho pensato.
Forse.
La verità è che nei secondi immediatamente successivi una immagine si era imposta alla mia mente, quella dei tanti ragazzi nordafricani con i quali corro e sudo in tante gare.
Momenti di gioia.
Quei due ragazzi, erano miei amici.
Piacevole prendere atto della preparazione dei controllori: indicatore di civiltà più significativo del numero di cellulari pro capite e delle tonnellate di carne che ci ammannisce la televisione.




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