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Quando tutto sembra fermo c’è chi corre per gli altri
di Redazione Podistica, 06/02/2022

Da l’osservatore romano del 5 febbraio 2022


“Podistica solidarietà” dal 1995 unisce sport e volontariato


Quando tutto sembra fermo c’è chi corre per gli altri


«La pandemia non ci ha fermati e non ci fermerà.
Siamo podisti, quindi abituati a correre in qualsiasi condizione e a raggiungere risultati.

Il nostro obiettivo è continuare ad aiutare le tante famiglie indigenti che vivono nella capitale, ma anche a sostenere progetti di solidarietà in Africa
»

ne è fermamente convinto Giuseppe Coccia, presidente della società dilettantistica «Podistica Solidarietà» che dal 1995, con il contributo volontario di atleti e associati (1.300 circa) aiuta quanti vivono in condizioni economiche precarie.

«Siamo solidali con le famiglie che hanno bisogno e che con la pandemia hanno visto aggravarsi il loro tenore di vita.

Ogni mese, con il sostegno del Banco Alimentare, distribuiamo nelle periferie romane di San Basilio, Tor Bella Monaca, ma anche ad Acilia, Vitinia, Ostia circa duemila chilogrammi di generi alimentari e di prodotti di prima necessità
».

Coccia non nasconde la propria soddisfazione dei risultati fin qui ottenuti.

Perché l’associazione collabora con i suoi volontari (un’ottantina di persone) con vari enti caritativi come la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, e varie associazioni benefiche.

«I nostri atleti — afferma — sono anche campioni di solidarietà.
Grazie alle loro donazioni riusciamo ad aiutare tante onlus acquistando prodotti natalizi o pasquali o contribuire a progetti in Italia e all’estero.

Podistica Solidarietà insieme alla Comunità di Sant’Egidio, per esempio, ha permesso con le proprie donazioni di realizzare un centro medico nella Repubblica di Guinea e, più vicino a noi, ha aiutato alla raccolta di coperte e sacchi a pelo utili per fronteggiare l’emergenza freddo per i senzatetto della Capitale.

Molti atleti sono coinvolti nella distribuzione dei pasti presso la mensa Caritas di Colle Oppio e alla donazione di sangue.
»

Inoltre, gli “orange”, vengono chiamati così gli atleti di Podistica Solidarietà per il colore della maglietta che indossano, si occupano anche di dare un contributo ai più piccoli, con le adozioni a distanza, alle famiglie più bisognose e agli orange in difficoltà.

«Anche tra i nostri atleti ed iscritti — ricorda Giuseppe Coccia — ci sono tante persone a cui la pandemia ha creato seri problemi economi.

E non possiamo di certo voltare le spalle.

A loro e ad altre famiglie distribuiamo, oltre ai generi alimentari, anche prodotti per l’igiene personale, vestiario, e a volte anche qualche mobile e piccoli elettrodomestici.

La nostra
— tiene a precisare il nostro interlocutore — è una solidarietà a 360 gradi fatta di gesti concreti e non parole».

Podistica Solidarietà riesce a sostenere le opere solidali grazie alle quote associative degli iscritti e ai fondi del 5 x 1000.

«Ogni anno riusciamo ad ottenere circa ventimila euro di contributi che ci servono a far fronte agli aiuti che giungono presso la nostra sede.

Di recente
— aggiunge Coccia — abbiamo provveduto a sostenere alla manutenzione di un impianto di depurazione dell’acqua in Malawi e alla realizzazione di pannelli fotovoltaici in Kenya».

Prima della pandemia Podistica Solidarietà è stata al fianco delle popolazioni di Amatrice e dintorni, colpite dal sisma, donando viveri e beni di conforto.

«Tanti sono stati i viaggi del nostro furgone nelle zone terremotate per portare sollievo ai centri abitati e alle famiglie più bisognose.

Tutto questo
— conclude Coccia — non lo facciamo per gloria.
A noi basta guardare gli occhi delle persone che ricevono il nostro aiuto per capire che abbiamo compiuto un gesto importante
»




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