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Il rumore dei nostri passi per Campotosto
di Lucia Perilli, 08/03/2017

Come tutti ormai sapete, anche se non ne sono sicurissima, Campotosto con il terremoto del 18 gennaio 2017 ha subito gravissimi danni. Ormai possiamo quasi con certezza parlare dell’80% di abitazione inagibili. Praticamente nessuno di noi ha più una casa, non ci sono più attività commerciali aperte, il Comune è stato improvvisato in un container e in una casetta di legno che ai tempi d’oro era usata come ludoteca. Il piccolo parco giochi al momento non esiste più, ha fatto spazio a Protezione Civile e Vigili del Fuoco.

Campotosto sta cambiando sotto i miei occhi in maniera repentina e inesorabile e non so se riuscite ad immaginare quanto questo mi faccia male. Nessuno meglio dei miei amici runner sa quanti io ami questo posto. La mia vita, la mia casa, la mia gente, il mio lago e le mie montagne. Sono passati ormai 6 anni dal giorno in cui mi venne in mente di organizzare una gara proprio qui. Correvo intorno al lago e pensai che sarebbe stato bello condividere quel paradiso con chi ama la corsa come me.

Qualche sera dopo il terremoto invece mi sono ritrovata da sola a camminare davanti alla mia casa di Via Roma e mi sembrava di vivere un incubo, impossibile anche solo pensare al futuro. Tante, troppe le esigenze del momento. Neve, crolli e crepe... anche quelle del cuore.

Quel silenzio assordante contrastava brutalmente con i bellissimi e rumorosi ricordi legati al mio piccolo e sperduto paesino nell'Alta Valle dell'Aterno. In quell’attimo di smarrimento ho pensato che avevamo bisogno di rumore. Rumore di voci, di risate lontane e di passi. E allora ho immaginato Campotosto di nuovo invaso da centinaia di scarpe e canotte colorate.

Devo ripartire dall'unica cosa che so fare. Correre. E Campotosto deve ripartire con me. E allora 6° Giro del Lago di Campotosto sia. Non vedo l'ora che arrivi il 24 giugno perché quest'anno ci sarò anche io a fare TANTO rumore con i miei passi.

Vi avviso… troverete un Campotosto diverso, troverete crepe e macerie e spero container al posto dei negozi ma troverete anche e soprattutto l’accoglienza e il calore di sempre e l’immancabile e buonissima amatriciana. Per il resto basterà correre e guardare le montagne che si specchiano nel lago e sarà il paradiso di sempre.




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