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La Maratona di Roma si colora di Orange e di sorrisi
di Carola Norcia, 19/03/2007

Per chi assiste per la prima volta dal vivo ad una maratona, in particolare alla Maratona di Roma che credo susciti un fascino particolare anche solo a sentirne
parlare, è senz'altro emozionante fare da spettatore laddove gli attori sono ben più numerosi del pubblico. Una splendida Roma ha fatto da scenografia ai 42 chilometri che gli audaci atleti (e non) hanno percorso uno ad uno.
Certo è stupefacente vedere gli atleti in testa "cavalcare" a velocità sovraumane per chilometri e chilometri. Ma ancora più straordinario è assistere a quella che qualcuno ha chiamato la "vera maratona", un fiume di persone di tutte le età che ha colorato i
42 lunghi chilometri della Maratona di Roma di domenica 18 marzo 2007.
A colorare d'arancio l'evento sono stati ancora una volta gli atleti della Podistica Solidarietà, numerosissimi e bellissimi nella foto di gruppo che fa da sfondo al desktop del mio computer da quando Pino me l'ha inviata.
Immaginare solo di correre così tanti chilometri toglie il fiato, è per questo che guardandoli negli occhi al loro passaggio all'11esimo e poi al 41esimo chilometro nei pressi dell'Orange Point mi chiedevo quanta forza e audacia avessero per poter portare a termine una prova così dura.
E mi sono chiesta cosa passa nella testa ad ognuno di loro nei diversi momenti di un "viaggio" così lungo portato a termine solo sulle proprie gambe? È vero che dopo 42 chilometri qualcosa cambia dentro di sé? Ammiro prima che le gambe di questi
atleti, la loro testa che riesce a condurli fino all'ultimo a tagliare il traguardo.
Sorprende il sorriso che ho visto sul volto di molti di loro al 41esimo chilometro. Indubbiamente per chi come me non è mai andato oltre il 21esimo chilometro e poco più, tutto ciò suscita un fascino particolare.
Non mi resta che complimentarmi con tutti gli atleti Orange che ci hanno emozionato sperando di essere riusciti anche noi a trasmettergli il nostro entusiasmo dall'Orange Point….

Carola
Norcia