La Maratona vista dall'Orange Point di Fabio Ricci, 03/20/2007
L’ultima volta che avevo visto una maratona da spettatore era il 1982 (!): con mio padre accompagnai Natalino Bortoloni ai Campionati Italiani che si disputavano a Ferrara.
Dopo 25 anni, e dopo aver corso le ultime tre edizioni, eccomi sulle strade romane per incitare tutti i miei compagni di squadra, con Anne, con Gabriel e con tutti “QUELLI DELL’ORANGE POINT”.
Pino, Gianfranco, Cinzia, Carola, la famiglia Gigli, la famiglia Lauri, Maurizio, la famiglia Meschini (mi scuso con quelli che dimentico, ma per i nomi sono negato)… tanti sono rimasti lì con noi a lungo, tanti si spostavano lungo il percorso passandoci a salutare.
Molti “passanti” erano incuriositi dal nostro gazebo, dalla pizza, dalla torta di mele, dal prosciutto… qualcuno ha pensato vendessimo aranciata!
Peccato non sapere i nomi di tutti i maratoneti: non mi riferisco solo ai nostri, ma a tutti i 15mila partecipanti!
Con Anne ci siamo alternati tra il tifo e l’inseguire Gabriel, impegnato com’era nella sua maratona su e giù per la scalinata alle nostre spalle, ma anche lui si è dato da fare, fischietto in bocca, per incitare i podisti.
Al passaggio dell’11° km ci siamo messi a dare il cinque ed alcuni attraversavano la strada per venire a sfiorare la piccola mano di Gabriel: era dolce vederli rallentare, asciugarsi la mano su un fianco e sorridergli mentre lo facevano.
Non abbiamo fatto distinzioni: chiunque era da tifare perché la maratona non è una gara contro gli altri, ma solo con se stessi.
Molti “compagni di battaglie” saranno rimasti sorpresi a vedermi lì invece che con un pettorale, alcuni neanche mi avranno riconosciuto, ma che bello vedere quella luce che appare negli occhi di un maratoneta quando lo inciti, quando urli il suo nome.
Avrei voluto essere con Checco, Giorgio, Alessandro e Andrea, provare ad “abbattere il muro” insieme a loro, ma sarà per un’altra volta: domenica ero lì per cercare di aiutarli a farlo.
Da spettatore ho scoperto sensazioni che fino ad adesso avevo conosciuto solo grazie ai racconti di Anne, emozioni di cui devo ringraziare tutti voi, tutti voi che nella fatica della gara avete ricambiato il mio sguardo e mi avete sorriso… grazie… grazie di cuore…
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Fabio Ricci 
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