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Il biscotto
di Alessio Gigli, 21/03/2007

Roberto e Alessio a Piazza del Popolo (foto di Amedeo Gigli)

Roberto e Alessio a Piazza del Popolo (foto di Amedeo Gigli)

Ancora non è arrivato il giorno in cui potrò raccontare la mia prima maratona, ma questa volta non mi sono perso l'occasione di assaporare, non solo da spettatore, le sensazioni, i colori, i suoni di questo splendido evento romano.

Niente sveglia questa mattina, per una volta mi posso risparmiare l'alzataccia, i miei programmi sono di tutto riposo oggi... alle 9 sono ancora a casa, in pigiama, e penso all'emozione delle 15000 persone del Colosseo, tutte concentrate su un unico obiettivo.

Sono le 9.45 quando esco da casa, alla volta del Nuovo Salario, è lì che lascerò la macchina, sotto casa di mio padre, dopodiché, per oggi, mi sposterò solo con le mie gambe.

Alle 10.20, dopo un sorso di caffè allungato e 5 minuti di stretching, mi metto in moto... il primo appuntamento è a soli 2km, con Fabrizio Terrinoni, l'amico di sempre, che adesso ha anche il merito di avermi portato in questa grande squadra. Con Bicio, puntualissimo all'appuntamento, percorriamo altri 4km fino a giungere nei pressi della Moschea. Qui mi coglie la prima emozione: l'immagine dei maratoneti (quelli da 4.30 al km) che arrivano dall'Olimpica e si immettono sulla via della Moschea... ragazzi, questi hanno corso già 25km!

La giornata è splendida, c'è un sole tiepido e una leggera brezza rinfrescante. Superiamo il 26° km, tenendoci sul percorso della pista ciclabile ed osserviamo i maratoneti, silenziosi e composti. Arriviamo nel punto in cui si è raccolto un po' di pubblico, c'è anche Margherita (la moglie di Fabrizio) con le bimbe, e ci fermiamo in attesa. Bicio sta aspettando Stefano Amore, lo accompagnerà fino al traguardo, per poi tornare alla volta di casa e completare un discreto allenamento di "lungo"... io invece aspetto l'amico Roberto Tarquini, correrò con lui fino all'Orange Point del 41° km, dove mi aspettano Alessandra e Valerio.

Mentre aspettiamo, cerco con lo sguardo le canotte orange, riconosco Marco "il Pirata" e Nicola Pulcinella, dopo qualche minuto arriva Stefano Amore, saluto Fabrizio. Mi sposto sull'altro lato della strada, da qui posso osservare meglio gli atleti, scambio qualche parola con Margherita, riesco a salutare Valerio Mosca, Stefano Englaro, Marziale Feudale... ed ecco arrivare Roberto, si parte!

Roberto è un po' in anticipo sui tempi programmati, speriamo che questo anticipo non gli tiri qualche tranello lungo il percorso... la prima sensazione è quella di essere parte di un fiume, un corso d'acqua maestoso che scorre tranquillo alla sinistra del Tevere... gli atleti sono per lo più silenziosi e concentrati, mantengono un passo regolare e cercano di non sprecare preziose energie.

Percorriamo il lungotevere, inevitabilmente mi torna alla mente la Corsa di Miguel, ma l'atmosfera oggi è molto diversa. Cerco di aiutare Roberto ai ristori e gli faccio compagnia chiacchierando del più e del meno... ho già corso con lui qualche lungo a Villa Pamphili ed è sempre un piacere scambiare due parole con Rob. Mi sento un po' in colpa a correre tranquillamente insieme a persone che hanno nelle gambe una mezza maratona più di me, ma cerco lo stesso di immedesimarmi con loro, cerco di vivere quest'esperienza dall'interno.

Al 31° km iniziano i problemi per Rob, i crampi sono in agguato, mi fermo con lui e cerco di fargli forza, di minimizzare, so che Rob è comunque una persona sufficientemente serena e al tempo stesso determinata per poter superare le difficoltà, e infatti, anche se un po' dispiaciuto, Rob la prende "con filosofia" e riprende la strada ad un ritmo tranquillo... io mi divido tra gli incoraggiamenti a Roberto e le emozioni che mi investono lungo il percorso... diciamolo, mi divido anche tra i biscotti e i "gatorade", dato che l'appetito inizia a farsi sentire! Superiamo Giuseppe Biafora, che sta camminando, mi distacco da Rob per andare a salutare l'amico Giuseppe e sapere come va, mi risponde con il sorriso che lo contraddistingue... sta benone.

Arriviamo al mausoleo di Augusto, che spettacolo! Il tifo qui è più costante e lo scenario è mozzafiato (sul lungotevere ci sono stati lunghi tratti privi di pubblico, in un punto ricordo una signora, evidentemente straniera, che, sola soletta, faceva rumore ed incitava compostamente gli atleti).

Arriviamo a Piazza Navona, siamo investiti da mille suoni luci e colori sgargianti, tra le fontane, i turisti, la musica alta di un punto "Gym" allestito per la maratona, gli incitamenti urlati da una tifoseria entusiasta... da brividi.

E via verso Corso Vittorio, intravedo numerosi striscioni, cartelli, incitamenti... arriviamo a Piazza Venezia, mi appare all'improvviso Pino, è agitato, mi chiede di allungare e raggiungere Libero, è passato poco fa e non sembrava molto in forma... "fallo fermare!" parto a razzo scannerizzando con lo sguardo tutti i podisti, dopo 200 metri lo vedo, è stato già fermato, una persona dell'organizzazione, o forse un atleta, lo sostiene, camminano lentamente, arrivo da dietro e lo abbraccio, mi faccio riconoscere "Libero, come stai?", decidiamo di farlo sedere, è cosciente, ma sembra che le energie lo abbiano abbandonato, si sdraia a terra, qualcuno mi urla dal marciapiede "le gambe!", gli prendo le caviglie e lo tengo qualche minuto con le gambe sollevate, sopraggiunge e si ferma Alessandra Anselmi, anche lei ha accusato dei problemi e sembra decisa a fermarsi, poi un altro orange di cui non so il nome... sento le pulsazioni regolari di Libero alle caviglie, tutto sommato mi sembra che si stia riprendendo... dopo qualche minuto, la situazione sembra sotto controllo, dico ad Alessandra che vado a raggiungere Roberto e parto di nuovo a razzo lungo Via del Corso, riuscirò a riprendere Rob? Vorrei raggiungerlo prima di Piazza del Popolo, dove mio padre è appostato con la macchina fotografica... nessun problema, dopo qualche centinaio di metri vedo Rob da lontano, anche lui si è fermato un po' e mi ha aspettato... riprendiamo il cammino alla volta di Piazza del Popolo.

La Piazza è gremita, siamo investiti da grida, rumori, suoni, musica da palestra, marce militari... getto lo sguardo verso il lato opposto della piazza, cerco il Photo Point di mio padre, ma non lo vedo, mi tengo largo lungo la circonferenza delineata dalle transenne e, se non fosse per mio padre, che mi saluta a due metri di distanza, da dietro la transenna, non l'avrei mai visto! Arriva da dietro Alessandro Terribili, ci incita a proseguire e ci supera.

Durante il percorso successivo, che attraversa anche la sgargiante Fontana di Trevi, ho l'impressione che la sofferenza si sia impadronita di tutti coloro che mi circondano, mi sento ancora più in colpa per essere forse l'unico fresco in mezzo a tanta fatica... mi si perdoni la metafora un po' irriverente, ma all'improvviso mi guardo intorno ed ho l'impressione di essere circondato dagli zombie di un film di Romero!

I sampietrini spaccano, la strada si restringe, le salite diventano impietose, persino la maestosità della Fontana di Trevi viene degnata solo di un fuggevole sguardo. Si torna verso Piazza Venezia e le cose sembrano andare meglio, lo spazio vasto della piazza e la luminosità che la investe sembrano schiarire la mente dei podisti che mi circondano, ormai è quasi fatta, si sente l'odore del Colosseo! Rob stringe i denti e prosegue imperterrito, ma la salita che porta a lato del Campidoglio si trasforma in una montagna da scalare... vai Rob, stiamo per scollinare, abbiamo quasi guadato il fiume! Ecco via Petroselli, Rob sale sul marciapiede per evitare le sconnessioni della strada, ormai è quasi fatta!

Siamo quasi alla Bocca della Verità, la cosa che più mi attira è il ristoro, me la prendo comoda e mangio un biscotto, bevo un paio di bevande, che, più che altro, mi verso sul petto, ma che stupida la mia golosità, Rob è andato avanti imperterrito ed è sparito dalla visuale, proprio adesso che stiamo per raggiungere l'Orange Point! Parto a razzo per la terza volta nella mia semi-gara e infatti neanche mi accorgo dell'Orange Point, se non fosse per mia suocera che mi urla "Forza Alessio!".

Simbolica la foto che mi ritrae con un biscotto in mano e la lingua dietro la guancia a ripulire ciò che il biscotto precedente mi ha lasciato tra i denti... raggiungo Rob su via dei Cerchi e lo accompagno lungo il Circo Massimo, prima di salutarlo con un "Vai Rob, sei un grande!"... esco dalla transenna e mi avvio all'interno del Circo Massimo, che sole fantastico! che giornata! ...toh! Ho ancora un biscotto in mano, GNAM!




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