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Ironman di Nizza
di Fabrizio Terrinoni, 02/07/2007

La bici ti dona, Fabrizio

La bici ti dona, Fabrizio

Ebbene eccoci qua, direttamente da Nice, Côte d’Azur, France Riviera, come promesso ecco il resoconto dell’Ironman di Nizza!

Come sempre, la parte peggiore è quella della sveglia in piena notte, anche stavolta il dovermi alzare alle 4.20 per iniziare ad inzeppare a forza cibo dentro la gola mi ha provato duramente.

Le ultime operazioni sulla bici e quelle pre-partenza scorrono invece lisce come l’olio, per cui posso avviarmi senza fretta verso la spiaggia.

Lo start viene dato puntualmente alle 6.30 dalla sassosa Plage du Centenarie, e mentre corro per tuffarmi in acqua mi chiedo come sia possibile che quei sassi, che il giorno prima mi facevano così male a camminarci sopra, in quel momento neanche li sento … potenza della trance agonistica, che non ti fa sentire neanche se ti piantano un coltello nella schiena!

Appena entriamo l’acqua è subito profonda, così ci ammucchiamo istantaneamente uno sull’altro e più che nuotare iniziamo una lotta per la sopravvivenza; in effetti, degli altri 1.500 concorrenti hai l’impressione che 1.000, i più cattivi, tentino di annegarti, mentre i restanti 500, più dispettosi, cerchino di strapparti il chip dalla caviglia.

Per dare un’idea della concentrazione di corpi che si crea vi posso dire che ad un certo punto, volendo dirigermi più a destra verso una boa mentre un gruppetto mi spingeva verso sinistra, ho tagliato in orizzontale “nuotando” per cinque metri sopra a questi tipi praticamente senza toccare l’acqua! A queste difficoltà si sono aggiunte quelle relative alla segnalazione del percorso, sicuramente non delle migliori: quale è il colore meno visibile in mare? Forse il blu? Ebbene, le due boe che indicavano l’uscita tra il primo ed il secondo giro e l’uscita finale del nuoto erano appunto blu! Tutto ciò comporta un tempo per percorrere questi 3,8 km di nuoto superiore di un paio di minuti rispetto a quello che mi ero prefissato, mentre altre pecche organizzative mi fanno perdere ulteriore tempo nel cambio nuoto-bici.

Parto comunque bello convinto per i 180 km di ciclismo, approfittando dei primi 20 km di pianura per superare un po’ di gente, anche perché so che nel resto del percorso di pianura ce ne sarà ben poca; infatti, dopo questo tratto veloce sbattiamo la faccia su uno strappetto di 500 m al 14% di pendenza che ci fa calmare tutti.

Da questo punto in poi si comincia a salire sempre di più per chilometri e chilometri e chilometri fino a raggiungere altezze superiori ai 1.200 m … considerando che siamo partiti dal mare! Il percorso sarebbe paesaggisticamente bellissimo, passo un atleta che mi dice qualcosa in francese, alzo lo sguardo e mi indica un paesino di case di pietra, arroccato su uno sperone roccioso ed immerso nel verde, e mi fa: “c’est bon!”, al che penso: “è vero, è bello, peccato che io veda quasi esclusivamente l’asfalto davanti alla mia ruota anteriore …”.

Il lavoro fatto in allenamento per acquisire doti da passista-scalatore ha portato sicuramente un miglioramento, ma in salita ancora non sono al livello dei miei diretti concorrenti, mentre in pianura recupero sempre posizioni ed in discesa non ho rivali, sono il Savoldelli del circuito Ironman! Alla fine sono molto soddisfatto del mio tempo, quasi un quarto d’ora più veloce rispetto alle 6 ore alle quali puntavo, e considerando che al 90° km stavo a 3h15’ ho fatto una seconda metà bella spedita, grazie ovviamente alla discesa.

Dopo un secondo cambio decisamente più veloce del primo parto finalmente per la corsa, la mia frazione, quella dove vado meglio, dove recupero più posizioni, ma anche quella dove la sofferenza è maggiore, dove la fatica, il caldo e la sete si fanno sentire di più. Inizio a correre alle 13.32, quindi dopo sette ore e due minuti di gara, con il sole bello alto e l’asfalto bello rovente.

Dobbiamo percorrere la strada che corre lungo il mare, la Promenade des Anglais, per 5.250 m avanti e indietro, più altri 100 m per uscire dalla zona cambio e 100 per arrivare al traguardo, e non ci sono tratti all’ombra. Parto da subito con un buon ritmo, stavolta vorrei proprio riuscire a fare il mio record della terza frazione, quest’anno ho gareggiato parecchio per la Podistica e negli ultimi tempi ho corso bene, tranne alcune eccezioni (maledetta Vivicittà!).

Per cui inizio bene, poi calo ma tengo, sopporto un paio di crampi, alla fine riallungo e taglio il traguardo in 10h25’00’’. Ed il record nella maratona? E’ venuto, con 3h22’14’’ sono riuscito a migliorare di ben sei minuti il 3h28’12’’ che resisteva dal 2004. Alla fine sono arrivato 141° sui 1.500 iscritti e 6° dei 100 italiani.

Per chi fosse curioso, è possibile visitare i siti www.ironmanfrance.com e www.ironman.com, il secondo per avere un’idea più ampia del mondo Ironman.

Alla prossima e, mi raccomando, quest’estate nuotate!


Fabrizio Terrinoni

Fabrizio Terrinoni



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